Le paure dei bambini:quali sono e cosa nascondono?

12/08/2015

 

La paura è un’esperienza naturale per l’uomo;ha infatti la funzionalità di un campanello di allarme, che, causando reazioni di difesa, garantisce la sopravvivenza della specie.

È una risposta naturale a eventi rischiosi, quindi è adattiva.

Dopo che ha svolto questa funzione però, la paura deve essere superata. Se ciò non accade, allora diventa un fattore paralizzante, limitante e un ostacolo alla maturazione.

Vivere delle paure è per i bambini  un fattore importante per la maturazione psichica, per lo sviluppo della personalità e per imparare a risolvere piccoli e grandi  problemi legati allo crescita. Imparare a elaborare una propria paura diventa, infatti, un elemento fondamentale per lo sviluppo dell’autostima.

Tutti i bambini vivono periodi caratterizzati da paure. Durante tali fasi occorre cercare di infondere tranquillità, evitando di drammatizzare. Un eccesso di apprensione porta spesso al deteriorarsi della situazione.

La paura perde il suo valore adattivo/protettivo quando:

  • impedisce una vita normale;

  • mette a rischio lo svolgimento dei compiti quotidiani;

  • non permette uno sviluppo armonioso.

 

Le paure vengono definite “ normali” o fisiologiche quando hanno le seguenti caratteristiche:

  • sono mutevoli: si modificano durante la vita del bambino e l’oggetto temuto varia con l’età;

  • sono passeggere: non si cristallizzano e, dopo un periodo, scompaiono;

  • sono gestibili: il genitore, oppure un’altra figura di riferimento, riesce sempre a tranquillizzare il bambino.

Se invece le paure diventano invadenti, potrebbe essere il segno che il bambino sta vivendo un disagio che non va sottovalutato. Tali paure terrorizzano il bambino che, solo all’idea di dover affrontare la situazione di rischio, si sente annientato dal pericolo.

Sono paure che arrivano a seguito di traumi: si manifestano sempre e solo inuna situazione specifica associata ad una esperienza negativa (ad esempio un luogo chiuso).

Sono invadenti, ovvero condizionano la vita del bambino e dei genitori, impedendo attività importanti (ad esempio la scuola o altre occasioni sociali).

Sono permanenti, cioè non si modificano nel tempo ma rimangono intatte nonostante lo sviluppo e la crescita del bambino.

In questo caso, è opportuno capire quale è la causa di una paura/ansia così forte da bloccare la crescita del figlio e, se necessario, chiedere aiuto a uno specialista.

Quello che deve fare un genitore davanti alle paure dei figli può essere così riassunto:

  • rispettare le paure del bambino senza ridicolizzarle, ma nemmeno screditarle;

  • accogliere le paure come aspetto della crescita, senza drammatizzare,con la convinzione che, con un supporto adeguato, il bambino supererà il momento di difficoltà;

  • fare esprimere il bambino, chiedendogli di raccontarci le fantasie e le emozioni che li inquietano;

  • essere di esempio nella vita quotidiana,mostrando serenità ed evitandodi mostrarsi davanti al figlio eccessivamente ansioso o, al contrario, “spaccone”;

  • dedicare attenzione e ascolto al bambino;

  • offrirgliprotezione nei momenti difficili;

  • dare al bambino il giusto esempio nell’affrontare i problemi;

  • incoraggiarlo al gioco libero, imitativo e di fantasia, al disegno (che aiuta molto!);

  • essere una presenza calda e affettuosa che tranquillizza;

  • mostrarglifiducia e incoraggiarlo nei suoi progressi;

  • fargli percepire che l’amore che proviamo per lui è incondizionato a va al di là delle sue prestazioni o delle sue “birichinate”.

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