Consigli su come affrontare la pagella dei figli.

18/02/2016

Con la fine di gennaio finisce il primo quadrimestre ed arriva febbraio  il mese della “resa dei conti”: della consegna della pagella. Evento sempre emozionante e tanto atteso da tutta la famiglia. E’ importante che non diventi una scadenza troppo temuta dai bambini, imparando a dare il giusto peso a questo evento e gestendolo in modo educativo.

 

Prima della consegna è importante non alimentare timori ed ansie chiedendo al bambino quali voti si immagina che riceverà e che voti crede prenderanno i compagni. In questo modo infatti si alimenta la competizione e si nascondono pericoli per l’autostima dei figli.

 

Se come genitori si è attenti e presenti nella vita scolastica quotidiana dei bambini, la vita scolastica verrà condivisa giorno per giorno sia nei risultati positivi che in quelli negativi. Quindi, è importante, gratificare  il bambino quando accadono gli eventi positivi e non solo quando si riceve la pagella. Per un bambino la scuola è un impegno importante ed il dovere principale,  quindi le gratifiche materiali devono essere poche e simboliche altrimenti si rischia di entrare in un circolo vizioso difficile poi da controllare. Meglio prediligere gratificazioni verbali o piccole attività da condividere.

 

Per chi invece riporta scarsi risultati è più utile, invece che punire in sede di pagella, monitorare di volta in volta la situazione e  capire quale è il disagio del figlio. Insomma punizioni e premi, a mio avviso, vanno contestualizzati al momento in cui l’evento si è verificato; per essere anche più incisivo a livello educativo.

Le motivazioni di  scarsi risultati scolastici possono essere differenti: il passaggio dalla scuola dell’infanzia alla scuola elementare, problemi di autostima o scarsa motivazione, difficoltà di motricità, difficoltà relazionali o di contesto famigliare. Per queste motivazioni l’attenzione e la concentrazione nello studio possono venire meno.

 

E’ importante capire quale è la difficoltà del proprio figlio ed agire di conseguenza, confrontandosi con la scuola e con professionisti che possono dare un parere ed aiutare la famiglia a sbloccare la situazione.

Se dalla pagella emergono problemi è importante chiedere un colloquio con le maestre per farsi consigliare e capire come aiutare il bambino. Di solito, le difficoltà cognitive e di apprendimento non possono essere rilevate prima della fine della seconda elementare. Quindi la pagella del primo quadrimestre della prima elementare non è assolutamente indicativa e non deve provocare ansia nei genitori e, di conseguenza, nel bambino.

 

Nell’ analizzare la pagella con i propri figli bisognerebbe soffermarsi su ogni punto, votazioni ma anche giudizio sul comportamento e sulla partecipazione, e discutere dando la possibilità al bambino di narrare e raccontare le difficoltà eventuali. E’ necessario dedicare tempo a capire  cosa ne pensano e quali propositi concreti hanno per il secondo quadrimestre; cercando poi di ideare insieme un programma per “raddrizzare la rotta”.

 

La lettura della pagella è anche il momento per congratularsi se i risultati sono buoni oppure per ridimensionare ansie e frustrazioni. E’ importante fare capire che il voto non è indirizzato  alla loro persona ma al rendimento scolastico e, con impegno e motivazione, può modificare. Il voto non è qualcosa di statico, granitico che lo definirà per sempre. Fa parte della sua crescita e lo rispecchia per quel breve tratto di tempo trascorso.

 

Come genitori è importanti interrogarsi anche sulle aspettative che si investono sui figli (troppe? troppo poche?) . Ogni insuccesso o successo infatti non è assoluto ma va calibrato sulle capacità, sui limiti e sull’impegno dei ragazzi.

 

Martina Berta

psicologa-psicoterapeuta

www.martinaberta.it

 

 

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