Caldo: lo “fanno” i grandi, ce lo comunicano anche i piccoli

05/09/2016

 

Non ci sono luglio e agosto senza caldo, a meno che non si vada verso i Poli, ma non è il nostro caso.  Caldo… caldo… Certo! E’ proprio il segno che ci ha tenuto compagnia in questo assolati mese estivi...e che non sembra ancora abbandonarci!

Adesso che sappiamo come è nato il Programma Baby Signs, è ora di dare uno sguardo ai segni. Vedendo la luce negli Stati Uniti, in principio fu naturale per i genitori che desideravano comunicare con i loro bambini attingere i segni dalla A.S.L. (American Sign Language), la lingua ufficiale della comunità dei Sordi, e altrettanto naturale fu adottare  da parte di oltre 40 Paesi nel mondo gli stessi segni.  Vanto dell’Italia è invece quello di avere adattato il Programma  prendendo in prestito i segni L.I.S (Lingua dei Segni Italiana). Ciò perché i segni sono fortemente legati alla cultura, alla storia e al contesto in cui vengono usati.

I segni A.S.L. o L.I.S.  tuttavia non completano il Programma, perché accanto a loro troviamo quelli inventati dai bambini sia perché appartenenti alle loro esperienze sia perché hanno un forte richiamo visivo alla realtà. Il segno “Caldo” è uno di questi.

L’esperimento che ti proponiamo ora è molto semplice e immediato, tanto da poterlo fare mentre stai leggendo l’articolo. Rispondi senza troppo pensare a questa domanda: cosa fai d’istinto quando la minestra scotta? Soffi? Ottimo! Se hai davvero soffiato hai appena prodotto il segno di “caldo”. Nessuno probabilmente ti avrà visto, ma se avrai insegnato questo semplice segno al tuo bambino, ti tornerà un’informazione precisa e importantissima in caso di necessità.

Un po’ come successe a Sofia, una dolcissima bimba di quindici mesi. Una sera si svegliò piangendo e la mamma pensò che avesse sete come spesso succedeva. Quando però entrò nella stanza, la bambina smise di piangere e iniziò a fare il segno per caldo. Soffiò, come hai fatto poco fa anche tu. Inizialmente la mamma non capì il motivo del segno dato che la cameretta era piuttosto fredda. Proprio per via del suo segno chiese alla piccina se avesse caldo, le toccò la fronte e si accorse che aveva la febbre. La mamma era sbalordita: il segno aveva permesso a Sofia di esprimere il proprio malessere fisico e alla mamma di individuare il problema e prendersi immediatamente cura della figlia con una medicina e delle coccole.

La comunicazione aveva perfettamente funzionato senza lacrime aggiuntive, frustrazione né malintesi. La gioia della mamma fu molto grande e la soddisfazione di avere dato un plus alla loro vita ancora di più.

Sei ancora indecisa se prendere qualche altra informazione sul Programma Baby Signs? Fai anche tu come la mamma di Sofia!

 

Roberta Ascari – Istruttore Certificato Baby Signs e Mariapaola Scuderi – Mamma Baby Signs

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