Un manuale per genitori: il linguaggio segreto dei neonati

 

 

Tracy Hoggs, infermiera e puericultrice, scrisse questo libro con lo scopo di aiutare i neo genitori nell’arte di crescere i propri bambini. Grazie alla sua innata capacità di comprendere i segnali dei neonati, l’autrice ha potuto offrire una serie di insegnamenti utili a interpretare e soddisfare i desideri dei piccoli, permettendo al contempo ai genitori di non “annullarsi” in quanto persone.

Il libro è un manuale tutto incentrato sui vari aspetti dello sviluppo infantile e sull’evoluzione delle reazioni dei bambini in rapporto con l’ambiente circostante e con gli stimoli che esso propone. Nei piccoli le reazioni sono, dapprima, innate e dettate da comportamenti involontari, ma successivamente i bambini, che sono per natura abitudinari, iniziano a coniugare il rapporto tra percezione e azione, cosa che permette loro di relazionarsi con il mondo e con le persone.

Due parole costantemente ripetute dall’autrice sono Osservazione e Rispetto. Cosa significa questo? Significa darsi il tempo, come genitori, di osservare il proprio bambino (discorso che può valere anche per i genitori affidatari, adottivi, per gli educatori, gli insegnanti…) per capire cosa dice, cosa vuole comunicare. Di pari passo va il rispetto: ogni bambino è una persona con un linguaggio, dei sentimenti e una personalità unici, l’adulto deve permettergli di crescere con tempi che sono solo suoi, senza paragonarlo ad altri.

Il bambino reagisce agli stimoli esterni con vari segnali, ad esempio con movimenti del corpo o con il pianto e comunica così una vasta gamma di emozioni, comprenderle e tradurle aiuta l’adulto a creare un rapporto con il neonato: forse il piccolo non comprende il significato di tutte le parole che gli vengono dette, ma sicuramente percepisce il tono della voce e quello dei movimenti che si compiono intorno a lui.

Tracy Hoggs propone poi un’impostazione quotidiana riassumibile con l’acronimo EASY:

E sta per eat, quindi cibo/nutrimento;

A significa activity, cioè attività/movimento/ esperienza;

S sleep, dunque sonno/riposo/nanna;

Y cioè your time, il tempo per il genitore.

 

È un programma interessante che permette di suddividere la giornata in maniera organizzata, ma al tempo stesso flessibile, lasciando una parte di spazio per il genitore e abituando i bambini all’ordine naturale delle cose: pappa, gioco, nanna.

I bambini, come si diceva, sono abitudinari e amano le ripetizioni, con la routine proposta dalla Hoggs, il bambino dopo aver mangiato e dopo essere stato lavato sarà pronto per un po’ di attività, che per un bambino molto piccolo può significare semplicemente fissare un oggetto che si muove o essere massaggiato. La A di activity viene descritta come “occasione per stimolare il senso di indipendenza e di sicurezza del bambino”. Anche se i due concetti sembrano in contraddizione tra loro, spiega l’autrice, in realtà si deve pensare che più un bambino si sente sicuro più diventerà, con il tempo, indipendente e intraprendente. Nell’ambito della Activity si inserisce anche il Massaggio, considerato come mezzo privilegiato per stabilire un profondo contatto con il bambino.

A questo punto, tengo personalmente, ad aprire una parentesi perché considero di grande importanza far avere ai genitori questa informazione: se avrete voglia di leggere il libro troverete che la Hoggs descrive il massaggio suddividendolo in 10 punti, le sequenze, però, sono descritte in maniera superficiale e non ben approfondita. Soprattutto l’autrice non pone alcuna attenzione sul rapporto unico e irripetibile di questo contatto dato dal massaggio, che DEVE essere svolto SOLO dal genitore. L’autrice infatti descrive i massaggi da lei eseguiti su bambini che non sono SUOI. Se deciderete di regalarvi un corso di Massaggio Infantile informatevi, fate domande, chiedete, perché questo è un aspetto fondamentale.

Tornando al libro, ciò che ho trovato interessante e condivisibile è la descrizione del cosiddetto “cerchio del rispetto”: nel momento in cui il genitore si dedica a un’attività che lo mette in relazione con il bambino, dovrebbe immaginare di tracciare una linea intorno a se stesso e al proprio bimbo. All’interno di questa linea SCEGLIE di stare con il proprio figlio, crea un ambiente sicuro, stimolante, nel quale si concede di osservare più che agire. Sulla base di questo pensiero l’autrice ritiene che parlare CON il bambino non AL bambino sia un altro segno di rispetto dovuto, che permette ai genitori di scoprire ciò di cui il piccolo ha bisogno, ciò che ama e ciò che non gradisce. Ascoltare e osservare le reazioni del bambino anche “facendo un passo indietro” cogliendo cioè i movimenti e i diversi toni del pianto consente ai genitori di comprenderlo meglio.

In conclusione posso affermare che, nonostante la Hoggs esponga il suo pensiero spesso in modo categorico, come se fosse l’unica a conoscere tutte le risposte, sostanzialmente il libro è uno strumento utile per i neo genitori, che possono sentirsi comunque sostenuti, sollevati e non giudicati nelle situazioni nuove e talvolta difficili che si trovano ad affrontare con il nuovo nato. L’autrice infatti tende a puntare l’attenzione sulle capacità insite in ogni genitore. Spesso sono riportati esempi che sicuramente permettono loro di immedesimarsi e riconoscersi e quindi intervenire per correggere eventuali approcci.

 

Che dire? Buona lettura e buon massaggio!

 

Elisabetta Guerciotti

Insegnante di danza e  diplomata AIMI (Associazione Italiana Massaggio Infantile)

 

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