IL REGALO GIUSTO PER I BAMBINI DI 18 MESI

11/12/2017

Quali sono i giochi più adatti ai bambini di un anno e mezzo?

Sul podio ci sono loro, pentoline e bambolotti. Ma vi siete mai chiesti il perchè?

 

Pentole, coperchi, piatti, posate… sono per i bambini, già a partire dai 6 mesi, oggetti di grande interesse. Provate a dare ad un bambino una piccola pentolina ed un cucchiaio di legno, oppure dei coperchi di varie dimensioni e noterete quanto questo gioco lo entusiasmi molto più di qualsiasi altra cosa. Così come il dare da mangiare ad un pupazzo, un cagnolino finto, un bambolotto o anche e soprattutto a noi adulti, emulando i nostri comportamenti. C’è da ricordare inoltre che questi giocattoli non hanno sesso, il bambino piccolo imita indistintamente ciò che sente e vede fare maggiormente e con più cura attorno a lui. E’ naturale che ogni bimbo, femmina o maschio che sia, voglia giocare a cucinare perchè magari lo vede fare spesso alla sua mamma, alla nonna, ma anche il papà! e lo stesso vale per altre attività di casa come stirare, stendere i panni, spazzare, ecc. Anzi, al contrario di quel che alcuni ancora pensano, questi giochi sono altamente educativi e molto più utili alla crescita mentale e allo sviluppo psicomotorio dei bambini.

 

Per lo stesso discorso, apprezzatissime sono anche bambole e bambolotti, da curare se sono ammalati, lavare, vestire, accudire. Ecco perché ogni bambino, maschio o femmina che sia, dovrebbe avere una bambola, in quanto dà la possibilità di trasferire su di essa ciò che egli stesso sperimenta nella vita e nei rapporti con gli altri. Fateci caso, spesso la bambola prende nome di un caro amico o di un cuginetto, o anche del bambino stesso e attraverso quest’ultima egli esprime le proprie emozioni. La bambola è infatti un importantissimo mezzo educativo secondo gli schemi Montessoriani, molto usato nelle scuole che seguono questo percorso didattico. Fin dalla tenerissima età viene infatti insegnato ai bambini a prendersi cura della propria bambola, lavandola con acqua e sapone, vestendola, dandole da mangiare, piegando i suoi vestiti, assicurandosi che non abbia fame, freddo, sonno, quasi come fosse un bambino vero.

 

Ma l’utilizzo della bambola in pedagogia ha origini antichissime. Si è infatti sviluppato a partire dal 1919 sulla base delle indicazioni di Rudolf Steiner, filosofo e pedagogista austriaco il quale inventò le bambole Waldorf che portano appunto il suo nome. Si tratta di bambole morbide, realizzate a mano, le quali avevano i tratti del viso poco definiti quasi assenti. Questa caratteristica fondamentale serviva a lasciare spazio all’immaginazione del bambino. Quando un bambino gioca con una bambola Waldorf infatti, può associare al viso di quest’ultima le espressioni che preferisce e può immaginare il colore degli occhi. Dal punto di vista pedagogico le bambole Waldorf sono considerate uno strumento utile per facilitare il dialogo del bambino con se stesso. Secondo gli esperti della pedagogia Waldorf, c’è una bambola per ogni età del bambino e la si può proporre fin dai primi mesi di vita. La bambola per i primi mesi di vita però ha qualche differenza, ha un corpo appena abbozzato e non ha i lineamenti del viso. Man mano che il bambino cresce poi si può sostituire la bambola in modo che cominci a prendere forma ed abbia gambe e braccia, poi via via si fa in modo che abbia mani, piedi, viso ecc… lo scopo quindi è quello di far cambiare e ”crescere” le bambole assieme ai nostri bambini. L’ideale sarebbe acquistare una o più bambole personalizzate per ogni bambino a cui regalarle come gioco educativo, ma queste bambole si possono anche realizzare con l’ausilio di stoffa, bottoni, vecchi rimasugli di lana ed è anche molto più divertente! 

 

Lilla vi aspetta sulla sua pagina :)

 

Tratto da: Rubrica Lilla

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