PREGIUDIZI E STEREOTIPI NEI BAMBINI? GLIELI INSEGNIAMO NOI

Se credete di non avere pregiudizi, vi sbagliate. Tutti ne abbiamo, nessuno ne è libero. 

 

Viviamo circondati dagli stereotipi, perché ci rassicura il fatto che ci siano dei punti fermi, delle idee strutturali (quali sono gli stereotipi appunto) che sono basati sul genere sessuale di appartenenza e che influenzano la nostra vita fin da quando siamo piccolissimi. E così facendo, senza nemmeno renderci conto, spesso sabotiamo noi stessi e chi sta intorno a noi. Perché se il pregiudizio è ingiusto, pur rispondendo a una necessità di difesa, ferisce, limita, negando moltissime potenzialità. E questi pregiudizi li insegniamo proprio noi ai nostri figli, quotidianamente, limitando le loro potenzialità. 

 

Perché lo facciamo? Da una parte, perché abbiamo paura del "diverso", perché non lo conosciamo, ma anche perché non lo sappiamo gestire. Per questo motivo, nutriamo i bambini di molti pregiudizi mentre li cresciamo con gli stereotipi che, in buona fede, pensiamo siano adatti a farli stare bene. Le bambine sono tutte rosa, i bambini amano il blu, sono forti e non piangono mai. Senza accorgercene, discriminiamo quello che sono, gli diciamo cosa dovrebbero essere per farci felici. Indipendentemente dal fatto che si riconoscano o meno in quello che proponiamo, sarebbe bene che il ruolo di un adulto sia quello di stimolare le potenzialità di un bimbo, non tanto “gioca con questo, vestiti così!” ma più “guarda cosa può piacerti, scegli, io ci sono”.

 

Come fare allora per educare i nostri figli contro i pregiudizi?

Beh, innanzitutto, si potrebbe iniziare dalle faccende domestiche! Non facciamo credere loro che SOLO la mamma può fare il bucato, cucinare e pulire casa, ma anche il papà può aiutare la mamma nelle faccende. Poi, si potrebbe smettere di dire frasi come "Non arrampicarti e giocare nell'erba, sembri un maschiaccio!" alle bambine, se sono particolarmente vivaci e invece stimoliamole ad avere una vita sana e attiva in mezzo alla natura indipendentemente dal fatto che nostro figlio sia maschio o femmina. Inoltre, altra frase da evitare, se il nostro maschietto piange, non dite mai: "Smettila subito, sembri una femminuccia", lo farebbe sentire mortificato e nasconderebbe le sue emozioni persino alla mamma. Di solito è la mamma che fa la treccia o la coda di cavallo alla bambina, perché non insegnarlo al papà? Così, capirebbe che acconciare i capelli non è una questione di genere. Infine, non insegnare ai bambini che anche le professioni lavorative e lo sport hanno un genere: l'ingegnere può benissimo essere di sesso femminile e il parrucchiere può essere un uomo; una bambina può giocare a calcio o rugby o basket e un bambino può fare danza classica! 

 

Dobbiamo assecondare le scelte dei nostri figli, perché l'importante è che si sentano a proprio agio per crescere serenamente e poter coltivare i propri sogni. Un bambino non dovrebbe mai sentirsi in imbarazzo nell'essere se stesso. 

 

 

 

 

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1/7/2020

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