MIO FIGLIO NON VUOLE FARE I COMPITI: CHE FARE?

22/04/2018

La lotta per lo svolgimento dei compiti a casa è un problema comune tra mamma e figlio. Non esiste un solo bambino che dopo la scuola, una volta giunti a casa, abbia voglia di rimettersi sui libri, specialmente con l’arrivo di questi splendidi pomeriggi primaverili dove tutto si ha voglia di fare tranne che di studiare… e ammettiamolo non hanno nemmeno poi tanto torto poveri figlioli! Ma nonostante ciò, il dovere chiama ed è giusto che ogni bambino si responsabilizzi imparando a compiere ”prima il dovere e poi il piacere”.

 

 

Mostrati complice ed empatica verso le sue sensazioni

Il primo consiglio che do a tutte le mamme è quindi quello di comprendere il proprio bambino e di non ricattarlo o mortificarlo se non ha nessuna intenzione di sedersi alla scrivania dopo la scuola. Svolgere i compiti è un sacrificio, lo è stato anche per noi ai nostri tempi e non dobbiamo dimenticare quanto sforzo si faccia nel prendere in mano quel diario per leggere l’assegno al pomeriggio. Magari nell’ora della pennichella, magari mentre dalla finestra sentiamo le voci degli altri ragazzini che giocano in cortile, o proprio quando sta iniziando il nostro cartone animato preferito…

 

Motivalo e mostragli la possibilità di ricevere in cambio un auto compenso

Comprendere il proprio bambino significa trasmettergli la nostra empatia e mostrarci complici. Facciamogli capire che siamo dalla sua parte, che comprendiamo la sua mancata voglia e diamogli al tempo stesso un rinforzo positivo: ‘‘So che è una noia svolgere i compiti ma bisogna farli prima di scendere giù a giocare…”, ”Ti capisco, so che sei stanco e vorresti riposare, ma potrai farlo dopo aver finito i compiti…dopo i compiti potrai dormire quanto vuoi…”. ”Anche io non avrei nessuna voglia di studiare ora, ma se ti sbrighi a finire i compiti in tempo, dopo potremmo uscire a mangiare un gelato…” Il rinforzo positivo stimola il bambino a terminare i compiti per raggiungere un obiettivo piacevole che possa essere visto come un compenso, un premio, una sorta di meritato relax post studio.

 

Ricarica le batterie di tuo figlio con attività motorie o a lui gradite

Un altro ”trucchetto” o meglio un altro consiglio che do soprattutto alle mamme di bambini in età da scuola elementare, è quello di ricaricare le batterie dei propri figli già all’uscita della scuola. Ad esempio fermarsi al bar a fare merenda prima di tornare a casa, fare insieme una corsa in cortile o nel prato, fermarsi mezz’ora alle giostre o al parchetto sotto casa, insomma dare la possibilità al bambino di scaricare tutta quella adrenalina che si è accumulata durante le ore di scuola in cui probabilmente è rimasto fermo e seduto al banchetto.

 

Sbagliando si impara. I figli perfetti lasciamoli alle pubblicità

”Non vuoi fare i compiti? benissimo, spiegherai il perché alla maestra domani”. Infine il terzo ed ultimo consiglio vi potrebbe sembrare forse un po’ brutale, un po’ da ”mamma dal cuore di pietra” ma se ci riflettete, in realtà è molto educativo. Lasciate che i vostri bambini e ragazzi svolgano i propri compiti scolastici in maniera autonoma, non sostituitevi svolgendo i compiti al loro posto e non state li a correggerli assiduamente. Date loro un supporto, una spiegazione, un aiuto se lo chiedono, ma lasciate che essi sbaglino e che vadano a scuola l’indomani anche con un esercizio errato in modo da essere corretti dalle insegnanti. Ai nostri tempi se ricordate, svolgevamo i compiti da soli, le nostre mamme magari avevano anche altri bambini piccoli da accudire o lavoravano o erano prese dalle faccende di casa e non ci davano tutto questo supporto. Io penso che ai nostri tempi ultra moderni le mamme vogliano in qualche modo un po’ sostituirsi alle insegnanti. Alzi la mano chi non ha un gruppo whatsapp dove ogni giorno si confronta con le altre mamme sull’assegno, su come va colorato un disegno, sullo svolgimento dei compiti e quant’altro. In questo modo, i bambini non si responsabilizzano, si sentono protetti, sanno che c’è la mamma a ”vegliare” sui compiti di casa, non provano la sensazione di essere sgridati o ricevere un brutto voto a scuola se a casa non si sono impegnati abbastanza. Il richiamo serve, serve a maturare, a imparare, a dare sempre di più, se proteggiamo i nostri figli con una campana di vetro, ci sediamo ogni giorno accanto a loro e svolgiamo con loro o peggio ancora per loro i compiti di casa non li aiutiamo certo a crescere.

 

Tratto da: Rubrica Lilla 

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