IL SILENZIO CREA LO SPAZIO PER ASCOLTARE SE STESSI, IL TERRENO PER AGIRE CON CONSAPEVOLEZZA

18/06/2018

La consapevolezza è un percorso di osservazione attenta di ogni livello dell’essere: mente, cuore, azioni e spirito.

Si concretizza in una conoscenza profonda che rende liberi da condizionamento e ganci emotivi ed emozionali.

 

Fare un viaggio per progressivi stati di consapevolezza su chi siamo nel nostro profondo (valori, potenzialità, limiti, sogni, mission, ecc.) ci aiuta a capire cosa vogliamo e a rimanere autentici, ovvero in armonia con noi stessi, in ogni esperienza.

 

 

La responsabilità allontana dalla cultura degli alibi ed avvicina al mondo dell’osservazione scevra da giudizio sull’esito dell’esperienza.

Ciò che è accaduto può essere guardato in modo oggettivo e se ne può tratte insegnamento per il futuro.

 

La presenza consapevole (chi sono, cosa voglio, cosa sono disposto a fare per raggiungere io mio obiettivo) aiuta, inoltre, a sviluppare obiettivi in sintonia con se stessi e piani di azione efficaci ed efficienti nel contesto di riferimento.

Consente inoltre di essere portatori di coerenza tra azioni, parole, pensieri, sentimenti ed emozioni.

 

La presenza consapevole porta alla luce il potenziale inespresso, rafforza la nostra presenza nel mondo e dona l’opportunità di vivere facendo scelte, pronti a gestire l’imprevisto e a vivere gli effetti – anche negativi.

Se si dovesse aprire un nuovo spazio di consapevolezza su qualcosa non ancora visto, accetteremmo la novità e svilupperemmo una nuova strategia per riassestare il piano di azione grazie alla nuova informazione.

 

Quante distrazioni esistono che ci distolgono dalla presenza consapevole?

 

Viviamo costantemente ricevendo un numero molto elevato di stimoli provenienti dal mondo esterno e da quello interiore (mente, emozioni e corpo). Il rumore di fondo è composto da una parte di elementi consapevoli e altri che agiscono indipendentemente dalla nostra volontà cosciente. Ognuno di essi influisce sulle azioni messe in campo.

 

La nostra mente sviluppa, inoltre, un’osservazione selettiva della realtà.

Pensate a quando volete acquistare un’auto. In genere ne selezionate due modelli e per le strade vi focalizzate a osservare solo quelle. Lo sguardo si posa inequivocabilmente solo sui due modelli selezionati (per comprendere maggiormente in cosa consiste l’osservazione selettiva, è possibile visionare un interessante video su youtube - Test sull’attenzione selettiva - al link https://www.youtube.com/watch?v=wZBe7fR_8N4).

 

Ma cosa guida l’attenzione selettiva? La selezione è collegata al proprio mondo interiore. In qualche modo è come se scegliessimo quale realtà vedere. Questo avviene in modo consapevole, parzialmente consapevole o del tutto inconsapevole. Infatti il rumore di fondo è composto da una parte di elementi consapevoli e altri che agiscono indipendentemente dalla nostra volontà cosciente.

 

Il silenzio è ciò che ci permette di andare oltre, di creare lo spazio per ascoltare la nostra voce interiore e ciò che proviene dell'esterno. Con quale qualità ascoltare?

 

Se sviluppato in modo neutrale, il silenzio crea spazio all’ascolto, sia della voce interiore e che di ciò che arriva dell’esterno.

L’ascolto favorisce la presenza nel Hic et Nunc, qui ed ora.

La presenza sostiene l’osservazione maggiormente oggettiva di ciò che sta accadendo.

L’osservazione scevra da giudizio aiuta a comprendere ciò che va lasciato andare e non serve più, da ciò è utile per la nostra vita.

 

La nostra vita è come la sinfonia di un’orchestra, non esiste l’ultima nota, la pausa - il silenzio - crea lo spazio per migliorare e creare.

 

 

Fonte: Laura Aramini

 

 

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