POLMONITE: I NUMERI SALGONO SE DI MEZZO C'E' L'INFLUENZA!

Non avrà la portata assunta lo scorso anno, ma il picco dell'epidemia influenzale è alle porte. Per le prime settimane del nuovo anno è infatti previsto un rapido aumento dei contagi, che contribuirà a determinare buona parte dei casi stimati per l'intera stagione: all'incirca tre milioni, meno della metà rispetto a quelli conteggiati un anno fa. Come al solito, l'influenza porterà con sé un carico di malattie, che colpiranno soprattutto gli anziani (i più esposti alle complicanze dell’influenza) e i bambini (numericamente, i più colpiti dal virus). Tra queste ci sono le infezioni respiratorie, che nella precedente stagione sono state la causa di poco più di 100 decessi provocati dalle complicanze dell'influenza.

 

IL "PESO" DELL'INFLUENZA

A ricordare il peso dell'influenza è uno studio pubblicato sulle colonne della rivista The Lancet Respiratory Medicine, volto a stimare il carico di decessi e disabilità provocati dalle complicanze respiratorie dell'infezione nel 2017. Nella ricerca, sono stati considerati i casi di polmonite e di bronchiolite che, se sviluppate dagli anziani, possono risultare letali. I numeri danno l'idea dell'impatto che l'influenza ha sulla salute della popolazione: 145mila i decessi a essa attribuibili, considerando i pazienti di tutte le età. Ma a impressionare di più sono i dati relativi ai ricoveri: oltre 9,4 milioni, per un totale di 81,5 milioni di giorni di degenza. Considerando il totale dei casi di polmonite e di bronchiolite, è stato stimato che poco più di un caso su dieci è maturato in seguito alle complicanze dell'influenza.

 

I PIU' A RISCHIO SONO GLI ANZIANI

Quando si parla di decessi correlati all'influenza, nella maggior parte dei casi gli anziani (soprattutto se non in buona salute) sono i protagonisti: se non per problemi respiratori, per complicanze cardiovascolari. Da qui l'invito alla vaccinazione, «che si conferma misura più efficace per prevenire gravi malattie causate dall'influenza», afferma Michele Conversano, direttore del dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto. Quella in corso, in questo senso, è stata con ogni probabilità un'annata positiva. L’epidemia dello scorso anno (otto milioni di italiani a letto per il virus) e la massiccia campagna di informazione hanno determinato un «riavvicinamento» degli italiani alla vaccinazione. Agli over 65, oltre a quella antinfluenzale, è consigliata anche la profilassi contro lo pneumococco. Sono disponibili due vaccini antipneumococco per gli adulti, il PPV23 e il PCV13, entrambi efficaci e ben tollerati. Possono essere somministrati insieme al vaccino antinfluenzale e attualmente non è raccomandata una dose di richiamo. Un solo vaccino, dunque, per «dimenticarsi» della polmonite.

 

 

Fonte: Fondazione Veronesi

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