I GENITORI NON DOVREBBERO AIUTARE CON I COMPITI

23/01/2019

I compiti sono un tema che divide da sempre insegnanti e genitori: servono o non servono? Ma soprattutto, una volta assegnati, devono essere svolti dai bambini o anche mamma e papà possono dare una mano?

The Broken Compass – Parental Involvement with Children’s Education è uno studio pubblicato dall’Harvard University Press, ad opera dei ricercatori Robinson e Harrische, che analizza i vari comportamenti genitoriali associati allo svolgimento dei compiti, con l’obiettivo di trovare le buone pratiche da adottare.

Ebbene, l’intervento dei genitori nei compiti e nella vita scolastica dei figli, nella maggior parte dei casi è perfettamente inutile; in alcuni, però, è perfino dannoso! Fare i compiti al posto dei figli o accanto a loro è un comportamento che non li aiuta ad apprendere meglio o ad avere una vita scolastica soddisfacente.

Al contrario, ne mina la sicurezza e riduce il senso di autoefficacia e la capacità di far da sé. 

In questo senso si è esposto anche il pedagogista italiano Daniele Novara: “I nostri figli hanno i compiti da fare, e, punto molto importante, li devono fare loro… Se un senso i compiti ce l’hanno è quello di aiutare a consolidare degli apprendimenti, stimolare autodisciplina e responsabilizzazione, e l’intervento continuo dei genitori da questo punto di vista ha molteplici svantaggi”.

Ciò non significa che i genitori devono abbandonare a se stessi i figli nella formazione e nell'istruzione. Gli stessi Robinson e Harris hanno stilato un elenco di buone pratiche, comportamenti che i genitori potrebbero mettere in atto per aumentare le chances di successo dei propri figli nel mondo accademico.

Leggere ad alta voce ai bambini, per esempio: la verità è che nel nostro paese si legge poco, e questa è un’abitudine da combattere. L’ideale sarebbe leggere un libro ogni settimana. Possiamo cominciare dai più piccoli con gli albi illustrati, passando poi ai romanzi e alla letteratura “non fiction” (saggi e altri generi). Parlare della vita scolastica e delle scelte future, adottando sempre un atteggiamento non giudicante: dallo studio emerge come il dialogo sia positivo e proficuo laddove permette a bambini e ragazzi di esprimersi senza paura. L’impegno a rendere la scuola un posto migliore: lo studio, infine, ha analizzato quei comportamenti dei genitori che si impegnano per migliorare la scuola, ad esempio raccogliendo fondi per acquistare nuove attrezzature e rivalutare gli spazi.

Questo comportamento, sebbene non sia correlato con il percorso scolastico dei figli, è però un esempio positivo di cittadinanza attiva. Perché questo elenco di buone pratiche? Semplice: i due ricercatori volevano dimostrare che i genitori non devono fare i compiti con/al posto dei figli, ma senza scoraggiarli: impegnarsi nella loro educazione è comunque molto positivo, a patto di muoversi nella giusta direzione!

 

TRATTO DA: PORTALE BAMBINI

https://portalebambini.it/genitori-non-devono-aiutare-compiti/

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