Gravidanza: per il «bis» meglio aspettare almeno un anno

Nessuna donna lo riceve come un «diktat» dal proprio ginecologo, ma un consiglio valido per tutte esiste se si è appena avuto un figlio e si ha già in mente di regalargli un fratellino o una sorellina. Tra una gravidanza e  l'altra occorrerebbe aspettare almeno un anno per ridurre il rischio di vedere verificarsi alcuni eventi

avversi: dal parto prematuro fino alla comparsa di complicanze che possono mettere a repentaglio la salute del neonato e della donna. Lasciando trascorrere almeno dodici mesi, invece, le probabilità di imbattersi in un simile scenario diminuiscono in maniera significativa.

 

Quanto sarebbe meglio aspettare prima di affrontare una seconda gravidanza? Il quesito alberga nelle menti di molte mamme che hanno appena avuto il loro primo figlio. Rispetto al passato, ora le donne hanno l'opportunità di programmare le proprie maternità. Detto ciò, sono in molte a porsi comunque l'interrogativo. La risposta più attuale è tra le righe di uno studio pubblicato sulla rivista Jama Internal Medicine e dell'ateneo di Harvard, che hanno incrociato i dati relativi a oltre 150mila parti registrati tra il 2004 e il 2014 e quelli riguardanti la comparsa delle complicanze indicate. È così emerso che, se tra il primo bambino e il secondo si aspetta almeno un anno, i rischi che vi siano problemi durante la gestazione sono molto bassi. Al contrario, se si lasciano passare soltanto sei mesi, le probabilità che la madre vada incontro a gravi problemi sono dell’1,2 per cento. 

I dati raccolti hanno permesso ai ricercatori di indicare un'attesa variabile tra i 12 e i 18 mesi come ideale prima di affrontare una seconda gravidanza. Una «pausa» comunque più breve rispetto a quella indicata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che finora non era mai andata al di sotto di un anno e mezzo.

Di seguito le principali conclusioni del lavoro: 

  • Una seconda gravidanza quando non sono trascorsi ancora 12 mesi dal parto è associata a un rischio più elevato di eventi avversi per tutte le donne, indipendentemente dalla loro età 
     

  • Rischi più alti per le donne sono stati rilevati soltanto nella fascia di età superiore a 35 anni. I rischi per il bambino invece sono sempre presenti, indipendentemente dall'età materna (con una maggiore incidenza se la donna ha tra 20 e 34 anni)
     

  • Le donne over 35 rimaste incinte sei mesi dopo il precedente parto avevano un rischio dell'1,2 per cento di mortalità o danno materno (12 casi su mille)
     

  • Far trascorre 18 mesi tra le due gravidanze ha ridotto questa eventualità di oltre la metà (cinque casi su mille)
     

  • Le donne più giovani che sono rimaste incinte sei mesi dopo il parto avevano un rischio di andare incontro a un parto prematuro dell'8,5 per cento
     

  • Questo tasso è sceso al 3,7 per cento se tra le due gravidanze si è lasciato trascorrere un anno e mezzo

Tratto da: Fondazione Veronesi

 

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