Vaccinazioni: gli europei sanno che funzionano, ma la metà teme effetti collaterali

Cosa pensano e cosa sanno i cittadini europei delle vaccinazioni? La gran parte degli europei è convinta che i vaccini siano uno strumento di salute utile e sicuro, ma le preoccupazioni - perlopiù infondate - sono ancora tante. Ancora troppe rispetto all’obiettivo di massimizzare le coperture e le opportunità di crescere e vivere liberi da molte malattie prevenibili. Questo è l’ammonimento che arriva nel pieno della European Immunization Week 2019, la settimana dedicata al tema delle vaccinazioni e della prevenzione dalle malattie infettive. A suonare la sveglia sono i risultati, resi noti il 26 aprile, dell’indagine Eurobarometer, la prima sugli atteggiamenti degli europei verso le vaccinazioni, voluta dalla Commissione Europea e condotta nel mese di dicembre 2018 su un campione rappresentativo di 27.643 cittadini di 28 paesi dell’unione.

 Lo scopo era indagare non solo le convinzioni, ma anche il livello di conoscenza e i comportamenti pratici in tema di vaccini. L’85 per cento dei cittadini europei è convinto che i vaccini siano uno strumento efficace per prevenire le infezioni e per proteggere se stessi e gli altri, l’80 che siano testati rigorosamente prima di essere immessi in commercio. Una percentuale analoga ritiene che per avere informazioni in materia sia il medico il referente da consultare rispetto ad altre fonti di informazione (media e internet).Eppure poco meno della metà teme effetti collaterali “gravi” e “frequenti” delle vaccinazioni (il 48% dei cittadini in Europa, il 46% in Italia), un terzo crede che i vaccini possano provocare le malattie da cui dovrebbero proteggere e altrettanti che indeboliscano il sistema immunitario (il 55% invece lo esclude, correttamente). Le persone più istruite, residenti in città e con posizioni lavorative di responsabilità hanno più probabilità di ritenere efficaci i vaccini e di essersi sottoposti a una vaccinazione negli anni recenti. Più informati rispetto alle vaccinazioni sono risultati i danesi e gli olandesi, meno in alcuni paesi dell’Est (Bulgaria, Lettonia) e a Cipro. Le preoccupazioni di questo tipo sono fondate? No, gli effetti collaterali delle vaccinazioni sono rari e quasi sempre di lieve entità, il bilancio tra rischi e benefici pende decisamente verso i secondi; la farmaco-vigilanza è un ambito a cui la comunità scientifica riserva molte risorse, sono moltissimi gli studi che hanno confrontato lo stato di salute dei bambini vaccinati con quello dei bambini vaccinati, e i dati hanno confutato in modo chiaro i dubbi sopracitati. Le paure e la diffidenza di alcuni nella maggior parte dei casi non hanno a che fare con quanto emerso da decenni di verifiche continue, ma con un clima di sfiducia verso le istituzioni sanitarie e verso la comunità scientifica.

 

Tratto da: FondazioneVeronesi

 

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