Aerosol: come funziona, quando serve (e quando no)

21/07/2019

Cos’è l’aerosol e come funziona??

 

Per aerosol si intende la dispersione in un gas (aria o gas propellente) di particelle solide o liquide. Questa condizione fisica viene sfruttata a fini terapeutici nell’aerosolterapia in cui una miscela aria-farmaco viene generata, emessa all’esterno ed inalata in modo che il farmaco possa penetrare nelle vie respiratorie e raggiungere i bronchi.

 
Aerosol: con dispositivi portatili o con nebulizzatore

La miscela aria-farmaco

  • può essere contenuta in piccoli dispositivi  portatili (spray, inalatori) da cui viene erogata in quantità predeterminata (ogni “spruzzo” o “puff”  cioè contiene una quantità predefinita e costante di farmaco) o

  • viene generata (a partire da un liquido contenente il farmaco) e spinta all’esterno da un apparecchio nebulizzatore, detto comunemente “Apparecchio per aerosol“.

Alla vista la miscela si presenta come una “nebbiolina”, in realtà costituita di tante piccolissime goccioline o particelle.

Pur essendo molto più comune, almeno in Italia, l’abitudine a utilizzare i nebulizzatori, in realtà le evidenze scientifiche fanno preferire l’utilizzo delle bombolette spray, in cui il farmaco viene nebulizzato in dosi predeterminate e costanti, abbinate al distanziatore. Questa metodica si è dimostrata più efficace, veloce e praticabile, soprattutto nei bambini piccoli.

 
Dimensioni delle particelle

La dimensione delle particelle è molto importante ai fini terapeutici: 

  • le particelle grandi (del diametro di 10 micron) si fermano a livello di bocca e faringe;

  • le particelle piccole (diametro tra 5 e 0,5 micron) raggiungono le diramazioni più fini dell’albero respiratorio. Sono queste le particelle utili per l’aerosolterapia;

  • le particelle molto piccole (diametro inferiore a 0,5 micron) vanno ancora più in profondità, ma sono talmente piccole e leggere da venire immediatamente rinviate all’esterno senza potersi depositare nei bronchi.

Farmaci per aerosol: in soluzione o in sospensione

Il farmaco da miscelare con l’aria o il gas propellente può presentarsi in due modalità fisiche differenti:

  • in soluzione: il farmaco e sciolto in soluzione fisiologica o altro liquido, formando un insieme omogeneo; ciò significa che, una volta miscelato con l’aria o il gas propellente le goccioline della “nebbiolina” emessa ed inalata conterranno tutte farmaco e liquido  in proporzioni costanti;

  • in sospensione: il farmaco non si scioglie in acqua, ma si dispone in piccolissime “isole” sospese nel liquido (un po’ come l’olio quando lo si miscela con l’acqua); ne consegue che la miscela aerosolica sarà costituita di goccioline non omogenee, contenenti cioè quantità di farmaco variabili da gocciolina a gocciolina.

Questa distinzione è importante, in quanto alcuni apparecchi per aerosol (in particolare quelli ad ultrasuoni) non funzionano bene con le sospensioni: se si utilizzano le sospensioni con un apparecchio ad ultrasuoni, si dispensa una nebbiolina di fatto costituita solo di goccioline che non contengono il farmaco, che rimane quindi in ampolla. Il farmaco viene inoltre surriscaldato e, nel caso dei cortisonici, anche alterato!

A cosa serve l’aerosol e a cosa non serve

 
Sì per patologie delle basse vie respiratorie

Lo scopo dell’aerosolterapia è quello di far arrivare farmaci alle basse vie respiratorie(polmoni e piccoli bronchi) senza ricorrere alla somministrazione per bocca: in questo modo si ottiene  l’effetto terapeutico con dosi molto più basse e con minori effetti indesiderati (solitamente dovuti all’azione dei farmaci anche su aree corporee diverse dall’apparato respiratorio).

Si tratta quindi di un metodo efficiente e sicuro per trattare le patologie delle basse vie respiratorie. Di impiego comune i farmaci broncodilatatori e antiinfiammatori in caso di bronchite asmatica, bronchiolite e asma bronchiale.  Molto più raro il ricorso alla via aerosolica per somministrare farmaci  (broncodilatatori e/o cotisonici e/o mucolitici a seconda dei casi) in situazioni particolari e molto poco frequenti, come la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica o la broncopneumopatia cronica.

 
No per patologie delle alte vie respiratorie

L’aerosol non deve essere usato per il trattamento di qualsiasi patologia respiratoria. Possono in particolare essere definiti utilizzi impropri e discutibili dell’aerosolterapia il trattamento di patologie delle alte vie respiratorie (raffreddore, faringiti, laringiti, otiti), per le quali il trattamento indispensabile rimane un’accurata e frequente pulizia nasale.

Analogamente, è improprio l’utilizzo dell’aerosol per idratare le vie respiratorie (molto meglio in questo caso il semplice suffumigio o l’assunzione di liquidi in abbondanza).

 

Tratto da Amico Pediatra

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