Riscoprire la magia del Natale assieme ai bambini

Mancano solo pochi giorni a Natale e nelle famiglie, così come per le strade, tutto sembra essere in attesa di quest’importante ricorrenza. Tutto, durante il periodo natalizio “si veste a festa”: pupazzi di neve, palline ed altre fantasiose decorazioni impreziosiscono le vetrine dei negozi, le strade si illuminano e le case vanno ad assumere nuove sembianze, tra oggetti e colori caratteristici di questa festività.

 

Il Natale, tra tutte le ricorrenze annuali, è di sicuro la più sentita, poiché al di là della sua valenza religiosa, è in grado di coinvolgere grandi e piccini, seppur a diversi livelli di eccitazione. Chi ha la fortuna di avere un bimbo in casa, sa di cosa sto parlando: per i piccini il Natale è magia, mistero, fantasia ed attesa, ingredienti, questi, che crescendo, per ragioni di natura diversa, l’adulto tende a dimenticare, ma che con un po’ di impegno e con la vicinanza di un bambino, può facilmente recuperare!
 
L’infanzia, nella maniera più assoluta, è l’epoca dell’entusiasmo, del “tutto è possibile”, dell’eccitazione nella sua forma più pura, della fantasia … quella fantasia che ti permette di credere nell’esistenza di un omone vestito di rosso con la barba bianca, che in una sola notte, trainato dalle renne nella sua slitta sfavillante è in grado di portare a tutti i bambini del mondo, i doni tanto desiderati. È quest’innata predisposizione a conoscere e a sognare che consente ai piccoli di vivere intensamente ogni momento, fino a quando, gradualmente nei casi più fortunati o in modo più brusco, in altri, si giunge a scoprire che “non tutto è possibile” e che la vita può riservarci anche l’amaro sapore della delusione. Ma questo fa parte del gioco!
 

I bambini nella loro naturalezza possono certamente re-insegnarci, specie in un periodo dell’anno così speciale, che è bellissimo fantasticare, che stare con la propria famiglia, laddove sia possibile, non è poi un’impresa così difficile, che la condivisione è di gran lunga più gratificante dello stare soli e che anche le piccole cose, se fatte con le persone giuste, possono regalare bellissime emozioni.

 

 

Per noi adulti, la prima regola da seguire è “lasciarsi contagiare dall’eccitazione e dalla spontaneità dei propri bambini” (figli, cuginetti o nipoti che siano), il che vuol dire “tornare un po’ piccini” per predisporsi a riscoprire il gusto dell’attesa. Saper attendere è un’abilità che tutti dovrebbero acquisire e che più di altre, ci consente di stare a contatto con i nostri desideri più profondi, per poi trovare la forza e la determinazione necessaria alla loro realizzazione. La capacità di attendere, rimandando la soddisfazione immediata di un bisogno, è un insegnamento che noi adulti abbiamo il dovere di trasmettere ai nostri bambini, affinché possano crescere sapendo che gran parte di ciò che si sogna, arriva a concretizzarsi solo con tempo, impegno e dedizione.

 

 

Il rituale dell’attesa, nel periodo natalizio, può contenere tanti piccoli momenti che ognuno può personalizzare e costruirsi su misura. In fondo, il Natale è per eccellenza la festa in cui nascono le più belle tradizioni familiari che, nella loro forma originaria o con qualche piccolo adattamento, diverranno parte del bagaglio delle generazioni future. Pertanto, sapere che quel tempo condiviso con i propri bambini, in qualche modo lascerà un segno indelebile nella loro storia, può essere di grande motivazione rispetto alla riscoperta della famosa “magia”del Natale.

 

 

Un buon modo per cominciare ad entrare nel vivo dell’atmosfera natalizia insieme ai bambini, in particolare quelli più piccini, è spiegare loro ciò che il 25 dicembre rappresenta, non solo nel suo significato religioso, ma anche rispetto alle tradizioni ed i riti a cui esso rimanda. Accompagnarli a comprendere il valore del Natale, servirà a loro, ma anche a noi adulti, per ritrovare quella serenità che solo una festa così speciale è in grado di riservare.

 

 

Per alimentare ed assaporare assieme il piacere dell’attesa, un’idea molto carina può essere quella di costruire per il proprio bambino il calendario dell’avvento: un calendario a 24 finestrelle (corrispondenti al periodo che va dal 1° al 24 dicembre) da riempire con sorprese richiamanti il Natale, che il bambino, giorno dopo giorno, potrà divertirsi a scoprire prima della grande festa. Un’idea adatta anche ai più piccoli per aiutarli a riconoscere il trascorrere del tempo e a controllare la loro frenesia.

 

 

Impossibile poi non condividere la preparazione dell’albero e del presepe, i due simboli per eccellenza del Natale: allestirli con la collaborazione di un piccino, può essere per l’adulto un’importante occasione per riscoprire la gioia racchiusa nelle piccole cose: poco importerà se i colori delle palline non saranno perfettamente in tinta gli uni con gli altri … il nostro albero, proprio perché “fatto insieme”, sarà perfetto così com’è!

 

 

Un’altra usanza molto comune nella sera della Vigilia e’ quella di lasciare un piccolo spuntino per Babbo Natale (che qualche adulto avrà cura di consumare!), per ringraziarlo del suo lavoro e per rinforzare, allo stesso tempo, la credenza che quell’omone tanto generoso sia davvero passato per le nostre case.

 

Non dimentichiamoci della letterina a Babbo Natale: un rituale attraverso il quale il bambino viene stimolato a prendere contatto con i suoi desideri, creando, fantasticando e ricercando una forma concreta di espressione dei suoi bisogni. Richiedere un dono, per poi attendere con ansia il suo arrivo, non solo rinforzerà la buona condotta del bambino (“i regali sono solo per i bambini che si comportano bene!”), ma lo aiuterà a capire quanto può essere bello ricevere, anche se non istantaneamente, ciò che si è immaginato, sperato e sospirato. E’ importante spiegare ai nostri piccoli che due o tre doni possono bastare, per non passare il messaggio che sia possibile ottenere tutto ciò che si vuole e per aiutarli ad apprezzare il valore delle cose. Invitiamoli inoltre a concludere la letterina, qualora l’età lo consenta, con qualche pensiero astratto su ciò che vorrebbero veder realizzato per sé o per i propri cari. Non solo, insegniamo loro la bellezza del donare, oltre che del ricevere, magari scegliendo o realizzando insieme dei regalini per i propri amici e familiari.

 

 

Infine … Si, alla lettura di fiabe e racconti in tema, da arricchire con “la narrazione di sé” e di qualche antico ricordo: una buona pratica per permettere ai grandi, di fermarsi ad apprezzare il “qui ed ora” (seppur con un po’ di malinconia per i tempi andati) e ai piccini, di dare senso ai propri vissuti, esprimendo, riconoscendo e condividendo con l’adulto una molteplicità di emozioni.

 

 

I bambini possono davvero essere preziosi per stimolarci a ritrovare certi “sapori” legati al Natale: la loro eccitazione, la loro gioia di fare e l’entusiasmo impresso nelle loro faccine, può realmente trascinarci in un viaggio meraviglioso all’insegna della riscoperta del senso più profondo del Natale e della bellezza del tempo trascorso con chi si ama.

 

 

 

Tratto da Psicologhe in rete

 
 
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