Depressione post partum e babyblues: mamme non si nasce, si diventa!

07/02/2020

La malinconia ingestibile delle mamme dopo il parto

 

 

 

Si tratta del grigiore di cui può tingersi la donna dopo il parto, accompagnato da una sensazione di inadeguatezza pronta a sconvolgere quell’istinto materno, visto da molti come una dote innata, sufficiente a fare di una donna non solo una buona madre, ma una madre felice.

Eppure spesso, anche nel caso in cui la gravidanza e la maternità siano state tanto desiderate, la donna si trova ad affrontare una fase di tristezza estrema dopo il parto accompagnata dall’incapacità di affrontare con forza tutti i sacrifici che una maternità comporta.

 
Baby blues o maternity blues: una reazione piuttosto comune

Non sempre si tratta di vera e propria depressione. È Importante, infatti, saper  distinguere quest’ultima patologia dal cosiddetto “babyblues”. Può succedere che dopo il parto la donna avverta una blanda forma di malinconia che potrebbe risolversi da sola oppure rappresentare l’anticamera perfetta e lo stato antecedente alla depressione.

Con il gergo baby blues o maternity blues (“blues” significa malinconia), coniato dallo psicoanalista e pediatra inglese Donald Winnicott, si indica una condizione di avvilimento interiore della neomamma: un vago e temporaneo disturbo emozionale in genere privo di ripercussioni psicologiche a lungo termine.

 
I sintomi della depressione post partum

La donna accusa un’evidente propensione al pianto, irritabilità, instabilità e ipersensibilità generale accompagnata da stanchezza e, a volte, ansia.

Alcune mamme novizie possono ritrovarsi a valutare in modo eccessivo le difficoltà relative all’allattamento. Statisticamente più di una su due ne soffre. Tra queste, una su cinque è incline a sviluppare anche depressione post parto. Il baby blues è un problema che emerge tipicamente 2-3 giorni dopo il parto e scompare entro un decina di giorni circa.La depressione post partum o depressione puerperale, presenta sintomi più acuti e persistenti. E’ un disturbo che colpisce dal 7 al 12% delle neo mamme manifestandosi tra la sesta e la dodicesima settimana dopo la nascita del figlio.

I sintomi più comuni sono:

  • Disturbi del sonno,

  • Perdita di interesse nei confronti della vita

  • Senso di inutilità o di vuoto

  • Difficoltà a concentrarsi a lungo nelle piccole decisioni

  • Incapacità di pensare ragionevolmente

  • Cambiamenti nell’appetito,

  • Immotivata preoccupazione o disinteresse nei confronti del bambino

  • Pensieri negativi ricorrenti

  • Paura di poter fare del male al proprio figlio

Inoltre, si ripercuote sulle neomamme un sentimento di vergogna mista a senso di colpa e fallimento. Ci si aspetta da una mamma che debba essere sempre felice ma si tratta di un’utopia.
Il timore di non saper essere all’altezza delle aspettative, il panico di risultare manchevoli in alcuni importanti aspetti, può portare le donne a sentirsi uno straccio.
Alcune volte a vedere nel proprio bambino un acerrimo nemico

Nonostante ciò, è importantissimo dare conforto e cercare di capire la situazione in cui versa la mamma. Perciò si raccomanda vivamente a partner e familiari di sostenere le mamme, poiché un valido sostegno da parte delle persone vicine potrebbe essere l’ancora risolutiva del problema.

La patologia depressiva ostacola le capacità della donna di instaurare il comune rapporto madre-figlio.Il 67% delle madri depresse affermano, infatti, difficoltà di interconnessione e penuria d’affetto. Questo punto è da considerarsi cruciale poiché l’interscambio è essenziale per uno sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo del bambino.

Perché possa parlarsi di depressione post partum significativa questo tipo di comportamenti devono perdurare nel tempo, in modo persistente per un periodo di almeno due settimane.

Se lo stato in cui versa la mamma è gravemente serio è raccomandato rivolgersi al proprio medico di fiducia o ad uno specialista.

 
Cause della depressione post partum

Diverse posso essere le cause della depressione post partum, tra queste incidono lo stress psico-fisico e il drastico cambiamento ormonale (crollo degli estrogeni e del progesterone) conseguenti al travaglio e al parto.

Inoltre il fatto di trovarsi in una situazione completamente nuova, può creare preoccupazione a fronte dell’aumento delle responsabilità di essere mamma.Trattandosi di un malessere transitorio, non si prevede un intervento psichiatrico o medico.

Si ritiene che le cause possano essere di origine:

  • biologica (diminuzione di sostanze chimiche che regolano gli impulsi nervosi nel cervello quali noradrenalina e serotonina);

  • psicosociale (la probabilità di depressione aumenta nelle persone tese, con scarsa stima di sé o vittime di situazioni stressanti);

  • genetica (i parenti di primo grado di una persona con disturbo depressivo maggiore hanno un rischio 2-3 volte più alto di avere nella loro vita un episodio depressivo);

Da non dimenticare, però, che la depressione post parto può colpire senza una causa precisa.
Studi approfonditi hanno dato la possibilità di eseguire interventi preventivi efficaci o, quanto meno, in grado di limitare l’impatto della patologia. Sono indicati, a seconda dei casi, interventi psicologici individuali o di gruppo, psicoterapia, cure farmacologiche, interventi psicoterapici e farmacologici integrati, counselling individuale e di coppia.

Si preme evidenziare come questa sindrome sia una vera e propria malattia da cui, però, si può ovviamente guarire, per questo le mamme vanno aiutate, capite, confortate e accudite.
Se sei una mamma sii forte, e ricorda: mamme non si nasce, mamme si diventa!

 

Tratto da Sos Pediatra

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