«Gentile ministra Azzolina, ci lasci l’ultimo giorno di scuola: rispetteremo le regole»

Una studentessa romana che frequenta la terza media lancia un appello alla ministra dell’Istruzione: «Le chiedo un regalo, per me e per tutti i miei compagni». 

Gentile Ministra,

frequento la terza media a Roma. Mi permetta di chiederle un regalo. Le spiegherò in che consiste.

In questi giorni era previsto che io e i miei compagni fossimo al campo scuola, l’ultimo campo al quale avrei partecipato come studentessa della scuola media. L’annullamento della partenza è stato un grande dolore.

Ma non sono triste solo per questo.

È una grande sofferenza per me non poter completare la terza media con i miei compagni, vivere l’ansia per gli esami, andare al ballo di fine anno e tante altre cose.

Tuttavia la quarantena che sto vivendo non è priva di aspetti positivi. Mi fa pensare molto. Ai miei amici, alla mia famiglia, al mio futuro, alla mia vita quotidiana e mi sono resa conto che una delle poche cose che ho svolto con costanza nella mia vita è stata la frequentazione della scuola.

La scuola viene concepita da molti studenti come un obbligo, costrizione, sette ore al giorno seduti a sentire un professore che parla. Invece io in questo periodo ho capito bene che la scuola non è solamente un luogo in cui ci vengono impartiti insegnamenti, ma è anche un posto dove impariamo ad affrontare le prime difficoltà e gettare le basi per la nostra vita futura.

Tra le quattro mura che spesso ci incutono timore noi impariamo a relazionarci con innumerevoli persone con caratteri differenti e che potrebbero essere fondamentali per il nostro futuro, impariamo come gestire situazioni complicate, impariamo il significato dell’essere responsabili, ossia sapersi prendere le proprie colpe e meriti, impariamo ad aiutare chi è in difficoltà e molto altro.

Ora credo che vivrò il futuro in modo migliore perché ho appreso l’importanza della vita e di come cambi, letteralmente, da un giorno all’altro, perché quel 4 Marzo non avrei mai immaginato che non sarei tornata a scuola per finire le medie e non avrei mai pensato di non poter rivedere i miei amici per due mesi.

Spesso ci viene detto, ed io lo riconosco, che siamo fortunati ad avere la tecnologia che ci aiuta ad avere rapporti fra noi: ma ciò che ci manca veramente è il vederci, toccarci e abbracciarci, perciò penso che una delle prime cose che farò quando saranno finite tutte le restrizioni di questo virus sarà abbracciare tutti i miei amici e dire loro quanto mi sono mancati.

Ciò detto, Signora Ministra, ecco il regalo che volevo chiederle per me e per tutti i miei compagni: permetta di aprire le scuole anche per una sola giornata, imponendoci tutte le precauzioni da lei ritenute necessarie per consentire a chi finisce le Medie, il Liceo e anche le Elementari di vivere insieme l’ultimo giorno.

 

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