IL CORPO, LA CRESCITA E IL RAPPORTO CON I SOCIAL NETWORK

La pubertà è un periodo fatto di cambiamenti che riguardano soprattutto il proprio corpo. Le trasformazioni fisiche impongono una ridefinizione di sé, per questo motivo non si tratta di un mutamento solamente estetico ma anche emotivo e psichico! Le alterazioni del corpo vengono percepite dalla propria immagine riflessa nello specchio, dal confronto con gli altri, in particolare con il gruppo di pari, e da se stessi. Il ragazzo e la ragazza che vedono la propria struttura fisica allontanarsi dall’immagine infantile possono reagire in differenti modi, tra cui: accettare con gioia o serenità questo cambiamento, consapevoli della crescita, oppure faticare ad accogliere la nuova dimensione corporea, percepita come fonte di disagio.


Oggi l’accettazione delle forme fisiche è fortemente influenzata dal mondo virtuale, in particolar modo dai social network, dove talvolta sembra di dover apparire sempre al meglio ed essere perfetti. E negli ultimi anni è evidente un aumento importante del tempo trascorso online, soprattutto da parte degli adolescenti.


Internet spesso definisce le mode e come dovremmo apparire: le continue esposizioni a immagini idealizzate e alterate di bellezza, con le quali i più giovani si possono confrontare dal punto di vista fisico, rendono però difficile la concezione di un corpo differente da quello proposto sui social, con canoni estetici spesso irraggiungibili. Frequentemente su tali piattaforme vengono utilizzati filtri o applicazioni che permettono di modificare l’aspetto fisico per sembrare più magri, più muscolosi o senza difetti, producendo immagini finte ma che possono influenzare l’opinione altrui.

Confrontare il proprio corpo con quello delle immagini caricate online da personaggi pubblici può avere anche delle conseguenze psicologiche negative, come: diminuzione dell’autostima, calo nella percezione delle proprie capacità, frequenti e insistenti pensieri sull’alimentazione o sull’attività fisica. Nel complesso, l’idealizzazione dei modelli estetici condivisi dai media può portare a una maggiore difficoltà nell’accettazione del proprio aspetto: in alcuni casi, sembra che il numero di like sia in grado di definire “accettabile” oppure no una persona e che vi sia esigenza di apparire piuttosto che essere.

In riferimento all’età evolutiva, è bene tenere presente che una carente autostima e paure legate al proprio corpo possono limitare ai ragazzi la possibilità di rappresentare il meglio di sé, in maniera autentica, con ripercussioni in diversi ambiti, come quello scolastico, relazionale e della salute.

Tuttavia, non dimentichiamo in conclusione anche la spinta positiva promossa da personaggi noti, che denunciano l’eccessiva finzione sui social, condividendo foto senza filtri e mostrando quelli che generalmente possono essere considerati difetti estetici, come l’acne o la presenza di smagliature, per favorire una maggiore accettazione di se stessi, del corpo e della realtà. Un altro esempio virtuoso viene dalla Norvegia, dove è stata definita una norma per mitigare “l’insicurezza sociale” e che impone l’obbligo di dichiarare l’uso di filtri o ritocchi nell’immagine nel momento in cui viene pubblicata.


Quest’azione verso un mondo virtuale più reale, e realistico, è una spinta verso una maggiore accettazione del proprio aspetto fisico e della normalità anche delle imperfezioni, tematiche rilevanti soprattutto nelle fasi di vita in cui il corpo cambia ed è necessario, seppur faticoso, accogliere queste trasformazioni.


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