INTERVISTA ALL’ÉQUIPE: IL VALORE DELL’OSTETRICA

L’ostetrica ha un ruolo fondamentale durante il parto, perché assume una funzione di contenimento delle esigenze affettive e psichiche della neo-mamma, usando non solo le sue competenze tecniche, ma anche le parole, per confortare e sostenere la donna in procinto di partorire.

Abbiamo chiesto alla Dott.ssa Marta Bottiani, Vicepresidente dell’Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus, di poterci aiutare a far luce sugli aspetti principali di questa figura nel momento della nascita.


Dottoressa Bottiani, come si potrebbe descrivere il momento del parto? È lì che entra in scena l’ostetrica?

«Il parto necessita di cura, attenzione e rispetto: ogni specialista coinvolto in questi attimi dovrebbe far sentire la donna a proprio agio, instaurando un dialogo con lei in modo da lenire il dolore e la sofferenza fisica che, ascoltati e accolti, lasceranno poi spazio a un incontro magico e senza eguali. L’ostetrica è sicuramente tra i protagonisti della nascita, insieme alla mamma e al bambino, ma non per forza la sua presenza è legata unicamente al parto. Anzi, come sottolinea la Dottoressa Pamela Pace nel libro “Un amore in più” (Ed. San Paolo, 2018), la possibilità che le due donne facciano conoscenza prima del travaglio consente di stabilire dialogo e collaborazione, utili affinché la futura mamma possa riconoscere tanto le proprie ansie e paure, quanto le proprie risorse».


Il ruolo dell’ostetrica, ma anche la relazione che si crea, sono dunque fondamentali. È lei che può rendere il parto un momento sereno?

«Certamente, l’ostetrica può accogliere le preoccupazioni della madre, supportandola adeguatamente e dialogando con lei. Una donna, in questi momenti, ha sì bisogno del supporto affettivo del proprio compagno, ma anche di quello attento e professionale di questa figura. Il parto, in ogni caso, implica anche una coralità: è bene che la mamma, il papà, l’ostetrica e tutti i professionisti dell’équipe medica collaborino per rendere la nascita un evento unico e sereno».


Secondo Lei, considerate tutte queste figure, c’è allora un aspetto a cui porre particolare attenzione?

«Mettendo ancora l’accento sulla coralità, e riprendendo le parole di Pamela Pace, penso sia importante riconoscere che la donna non è solo una paziente a cui imporre un sapere e delle manovre mediche: è un soggetto, con la sua storia e la sua emotività, elementi preziosi che il personale sanitario dovrebbe rispettare. Il fatto di sentirsi libere di esprimere dubbi e paure, di domandare chiarimenti e di mostrare i tanti e variegati sentimenti che si associano a questa esperienza può far sì che il travaglio, così come le fasi che lo precedono e lo seguono, vengano vissuti per quanto possibile in armonia con i propri pensieri, sensazioni ed esigenze del corpo».


In conclusione, ci può dare qualche informazione su come l’Associazione Pollicino si relaziona con il mondo dell’ostetricia?

«Pollicino crede molto nella preziosità della figura dell’ostetrica e, fin dal 2006, è sensibile alle questioni concernenti la nascita e la maternità, accogliendo le domande e le richieste dei genitori ma anche dei professionisti che lavorano nell’ambito dell’infanzia. A questo proposito, è in atto la creazione di un nuovo progetto rivolto proprio alle ostetriche, con le quali dialoghi e confronti sono per noi fondamentali: rimanete sintonizzati sui nostri canali per saperne di più!».



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