L'ORGOGLIO DI ESSERE AUTISTICI

Lo spettro autistico, poco conosciuto da alcuni e ancora molto misterioso per altri


Essere persone autistiche in questa società non è facile: oltre alle difficoltà quotidiane che si devono affrontare per via della propria neurologia, ci si trova a dover combattere spesso con stereotipi e pregiudizi di ogni genere. Per questo è molto importante che il lavoro di informazione fatto dai medici specializzati in autismo sia coadiuvato da quello di divulgazione fatto dalle stesse persone autistiche. Come, ad esempio, fa dal 2018 Federica, che attraverso i social (Instagram: @aspergeritaliaofficial e Tik Tok: @lafedeautistica) parla di autismo e cerca di dare consiglio e supporto a chiunque abbia domande sull’argomento.

Federica ha ricevuto la diagnosi di autismo nel 2015, quando era appena venticinquenne, dopo anni di difficoltà e indagini personali su cosa la rendesse così diversa dagli altri: come lei, tantissime altre persone scoprono di essere nello spettro autistico in età adulta.

In questi anni le persone autistiche hanno utilizzato il web per formare una comunità virtuale e poter aver voce in capitolo nella narrazione sull’autismo, prendendosi anche lo spazio che dovrebbe spettare loro di diritto e indicendo giornate come l’Autism Pride (o Autistic Pride Day), che cade ogni anno il 18 giugno.


Dallo scorso anno, Federica organizza durante questa giornata un flash mob virtuale chiedendo alle persone autistiche e non autistiche di unirsi in questo gesto per farsi sentire a gran voce da tutti.

Il flash mob consiste di pochi semplici gesti: indossare o avere in mano qualcosa di rosso - colore scelto dalla comunità autistica per auto rappresentarsi, in opposizione al più noto colore blu - scattarsi una foto e caricarla sui social utilizzando l’hashtag #rossoautistico.

Partecipare non costa nulla e può davvero aiutare ad amplificare le voci degli attivisti autistici che ogni giorno si battono per spiegare questa condizione e arrivare sempre più vicini all’inclusione di questa diversità all’interno della società, che troppo spesso dà spazio solo ad alcune minoranze, tralasciandone altre.

Che cosa ne dite, possiamo tendere anche noi una mano verso la comunità autistica e partecipare al flash mob?