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PERCHÉ IL MIO COMPAGNO DI CLASSE È DIVERSO DA ME?




Nella società odierna, incontriamo spesso la diversità negli ambienti che frequentiamo, e questa diventa quindi una realtà importante con cui confrontarsi e in cui ritrovarsi.

Ogni gruppo, che sia una comunità scolastica o un ambiente lavorativo, è composto da individui unici e differenti tra loro. La diversità può presentarsi in una miriade di modi, tra cui:


  • Diversità Culturale: ogni individuo porta con sé la propria cultura, tradizioni, lingua, origine e storia.

  • Diversità Fisica: le differenze fisiche, come altezza, forma del corpo e tratti somatici, rendono ciascuno di noi unico.

  • Disabilità: soggetti diversamente abili dal punto di vista fisico, cognitivo o psichico.


Fin dalla più giovane età, i bambini mostrano una notevole sensibilità alla diversità. È comune che inizino a porsi domande, a manifestare curiosità, o persino a mostrare diffidenza. Ed è possibile, a questo proposito, che un simile atteggiamento possa evolvere in paura o addirittura in intolleranza e discriminazione se non se ne parla, se non gli viene dato un posto all’interno del discorso della famiglia.

I genitori, nel tentativo di trasmettere il valore della diversità, possono incontrare delle difficoltà. In generale si può dire che la mancanza di chiarezza, che talvolta si ritrova nelle spiegazioni rispetto a questo ambito, potrebbe far sembrare la diversità un argomento problematico. Ed è così in alcuni casi, a partire dalla sua delicatezza, ma al tempo stesso è fondamentale guidare i bambini a superare un’eventuale diffidenza attraverso il riconoscimento, l'accettazione e la valorizzazione della diversità. Per farlo, è importante utilizzare un linguaggio e spiegazioni appropriate all'età di ciascun bambino, assicurandosi che le informazioni vengano comprese. Rispondere sinceramente e chiaramente alle loro domande è preferibile rispetto a evitare l'argomento o a fornire risposte vaghe. Mantenere un dialogo aperto sulla diversità e incoraggiare la capacità di pensiero critico aiuterà i bambini a sviluppare una visione personale e soggettivata. Infine, non bisogna dimenticare il ruolo degli insegnati, che possono contribuire a creare un ambiente di classe inclusivo che valorizzi e rispetti la diversità in tutte le sue forme affrontando ad esempio, nei programmi scolastici, argomenti come l’etnia, la religione e la disabilità.

Scriviamo ciò nella consapevolezza che le fasi dell’infanzia e dell’adolescenza sono cruciali nella costruzione della propria mentalità e delle proprie convinzioni. I giovani sono stati spesso paragonati a delle spugne, pronti ad assorbire le informazioni e le influenze che li circondano. Ed è per questo che investire sull’educazione alla diversità fin dalla gioventù, promuovendo una visione di essa come un’opportunità che arricchisce la nostra comprensione del mondo e delle persone che lo abitano, è la chiave per un futuro più inclusivo e tollerante.


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