top of page

PREOCCUPAZIONI E SORPRESE PER I GENITORI VERSO LA CONCLUSIONE DELL’INFANZIA

Nella fase di vita dai sette agli undici anni, bambine e bambini si preparano a diventare grandi anche se non smettono di essere piccoli. Questo periodo dell’infanzia è caratterizzato da un rapido sviluppo delle abilità fisiche, mentali e sociali. Eventi come l’inizio della scuola portano inoltre a contatto con un contesto più ampio rispetto a quello familiare. Le prime sfide accademiche, l’importanza emotiva di avere degli amici, la progressiva scoperta e consapevolezza del proprio corpo, con l’avvicinarsi della pubertà, sono tra gli elementi che caratterizzano questa fase evolutiva.

Il passaggio dal mondo familiare al mondo sociale può essere un momento critico per genitori e figli, che si trovano ad affrontare un processo entusiasmante ma al tempo stesso faticoso, di uscita e di ingresso. I piccoli, ad esempio, iniziano ad essere più indipendenti da mamma e papà e, insieme a ciò, instaurano relazioni e amicizie nei diversi ambienti che frequentano regolarmente!

In questa fascia di età, inoltre, sono soggetti al cambiamento anche i luoghi abitati dal bambino: da quelli familiari, come la cameretta che si trasforma nel luogo dei compiti, a quelli in cui si realizza il debutto sociale, come la classe con i compagni o i luoghi dello sport.

Nuovi amici, passioni, scelte e regole da rispettare portano i genitori alla sorpresa dell’incontro con l’emergere della soggettività del figlio o della figlia che, considerata la diffusione della tecnologia, può esprimersi anche attraverso il digitale. Possono iniziare infatti a manifestarsi questioni legate all’utilizzo dello smartphone o dei social network, spesso oggetto di preoccupazioni da parte dei genitori. Gli adulti, per proteggere dai rischi del web, possono attuare controlli più o meno restrittivi, domandandosi se sia giusto o no sorvegliare l’attività del figlio con la tecnologia. Non esistono regole universali e ogni famiglia applica e rispetta le proprie scelte educative, singolari per quel nucleo familiare. Come ricorda la psicologa Giulia Colò nel suo testo “Ciao, io esco!” (Ed. San Paolo 2020), libro della Collana Pollicino, è consigliabile comunque mantenere uno sguardo attento e premuroso, al contempo rispettando quelle che sono le nuove esigenze dei bambini. In questo momento storico, Internet è ricco di risorse che possono essere mostrate dagli adulti e il digitale permette di giocare e mantenere un momento di svago con i propri amici e compagni; quindi il possibile rischio è quello di intervenire veicolando preoccupazioni eccessive e poco produttive rispetto a quella che è la funzione dell’oggetto tecnologico. È un compito difficile per mamma e papà trovare il giusto equilibrio tra la necessità di intervenire e proteggere, poiché comunque i contesti – virtuali o meno – presentano delle insidie, e l’evitare di essere eccessivamente controllanti. In una dinamica di scambio, gli adulti possono allora diventare regolatori rispetto all’utilizzo degli apparecchi digitali, mentre i piccoli mostrano con orgoglio ai grandi cosa fare con questi nuovi oggetti.

In conclusione, l’incontro e scontro con la soggettività del bambino, che emerge nei diversi ambiti, può affaticare le figure di riferimento a partire dalla difficoltà di riconoscersi in un ruolo che subisce cambiamenti. Essere genitori non è semplice, bisogna darsi tempo – lo stesso della crescita – per accogliere le parole e i desideri, sempre in evoluzione, dei propri figli.



Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus Via Amedeo D’Aosta, 6 – Milano info@pollicinoonlus.itwww.pollicinoonlus.it 800.644.622

Commentaires


bottom of page