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Una canzone per celebrare le mamme!

Venerdì 23 giugno abbiamo avuto il piacere di intervistare Francesco Stranges, alias Strano dei Gemelli DiVersi.

L’intervista è stata fatta in occasione dell’uscita del singolo “Due Passi”, brano interamente dedicata al rapporto madre-figlio e dell’evoluzione dello stesso che, celebra i ricordi felici vissuti insieme, le atmosfere, i profumi e le situazioni quotidiane che, a distanza di anni, vengono custodite gelosamente nella memoria. Ricordi e sensazioni, descritti in maniera semplice ma, con la capacità straordinaria di far rivivere attimi perduti nel tempo.

La data di uscita del brano non è casuale perché pubblicata a ridosso della festa della mamma, il 14 maggio. È stata colta questa occasione per rilasciare il brano, come ha dichiarato l’artista nell’intervista: “È una canzone che ha valenza per tutta la vita: una dedica alla mamma è per la vita, non solo per la festività che vuole celebrarla”.


Vi lasciamo all’intervista.


Come è nata l’idea di scrivere questa canzone dedicata alla mamma

È’nata dalla voglia di celebrare la figura della mamma che è una delle più importanti della vita, se non la più importante insieme a quella del papà. Mi sembrava giusto omaggiarla.

Chi scrive canzoni, nell’arco della sua carriera, ha pensato almeno una volta a dedicare una canzone ai propri genitori o ad un figlio, come è accaduto a me.

Un brano che nasce anche un po’ dalla necessità di esorcizzare alcune situazioni, soprattutto gli amori, quelli difficili, quelli un po' travagliati. Per quanto riguarda la figura della mamma vuole essere un omaggio, una dedica.


Tua mamma cosa pensa di questa canzone: l’ha sentita, cosa ti ha detto


L’ha sentita. Lei è una donna particolare: nel senso che, è una bravissima mamma e una grande donna, adesso ha 83 anni ma ha sempre avuto un carattere molto riservato, i complimenti da parte sua, fai sempre un po’ fatica a riceverli.

Nonostante abbia sempre dimostrato i suoi sentimenti per me e mio fratello. Il brano le è piaciuta molto, mi ha detto “Molto bella, figlio mio”. Sono sicuro che dirmi queste parole le provochi un pò di emozione.


Per quanto riguarda il rapporto che hai con tua mamma: sei felice di come l’hai costruito oppure c’è qualcosa che vorresti cambiare o che avresti fatto diversamente


Sono felice del rapporto che ho con lei. In realtà il legame che si ha con la propria madre non lo costruiamo noi figli ma, sono loro a crearlo fin da quando siamo piccoli.

L’imprinting che ti dà la mamma, soprattutto per i figli maschi, è importantissimo e fondamentale. Lei ha costruito un rapporto con noi sempre molto affettuoso, un legame vero e sereno. Come tutti, ha degli aspetti caratteriali positivi e negativi. È una donna che fatica a volte, ad esprimere le proprie emozioni e per un suo vissuto tende ad essere sempre poco positiva nei confronti del mondo e delle persone che lo vivono, quindi a volte è stato un pò difficile far combaciare questi lati del suo carattere con i miei.

Io sono un insieme degli aspetti caratteriali di mia madre e di mio padre più estroverso di lei.

Mia madre mi ha trasmesso alcune paure, ansie di cui sono riuscito a liberarmi, anche grazie alla mia professione, crescendo.



Il fatto che sia un rapporto mamma-figlio ha mai limitato una tua confidenza nei suoi confronti, ti sei mai sentito in difetto a parlare di qualcosa con lei?


In realtà si, credo sia una cosa normale. Anche se c’è un bellissimo rapporto, è normale che il figlio maschio non si confidi poi tanto con la mamma. Quando ero piccolo lo facevo, però poi si inizia a crescere arrivano la malizia e tante altre cose che non ti permettono di essere così aperto nei confronti di tua mamma e dei tuoi genitori in generale. Quando si raggiunge la maturità torni a farlo. Quando è iniziata la mia carriera con i Gemelli DiVersi e ho iniziato a collezionare soddisfazioni professionali, il mio rapporto con i miei genitori è migliorato, si è andato a delineare fra di noi un dialogo continuo e aperto. Faccio parte di quella generazione in cui il confronto e il dialogo con i propri genitori era ancora un tabù.



Qual’è la cosa che vi lega di più


Ce ne sono molte. Credo che poi alla fine la cosa che ti lega di più a tua mamma è quell’amore ancestrale, quell’amore che nasce nella pancia.

Sono cresciuto in una famiglia con dei grandi valori e quindi posso esprimere solo pensieri positivi nei confronti dei miei genitori e in maniera particolare di mia madre.

Quell ’amore ancestrale che mi lega a lei è più forte e intenso di tutto. Nonostante le piccole incomprensioni, ogni volta che me la trovo davanti, tutto sparisce e non posso fare altro

che abbracciarla e baciarla. La mamma è quella figura che ti vorrà il bene più grande e intenso, per tutta la vita. Ti amerà senza filtri e senza interferenze dell’ego.



Se dovessi pensare ad un ricordo più bello che hai con tua mamma


Ce ne sono tanti e sicuramente molti non li ricordo perché ero molto piccolo.

Tre ricordi li ho però impressi nella mente.

Il primo, a parte il periodo delle vacanze insieme è quando m’insegnava ad andare sui pattini a rotelle sul balcone di casa, nonostante fosse molto piccolo ed io, non facevo altro che andare avanti e indietro… su e giù per quel piccolo spazio.

Un altro ricordo, anche qui ero molto piccolo, probabilmente ero in prima elementare, giocavo con una pallina e la sbattevo contro il muro, mentre lei era in cucina e le raccontavo della bimba di cui mi ero innamorato e lei mi faceva le classiche domande: “chi è? Come si chiama?” È un ricordo molto tenero, di quel periodo.

Poi, siccome sono figlio di due insegnanti, mi ricordo di quando frequentavamo la stessa scuola, loro come insegnanti e io come studente, in classi differenti.

Ogni tanto mi imbucavo nelle loro classi e li osservavo insegnare: mio padre il classico insegnante che urlava come un pazzo ma, poi era la persona più buona di questo mondo e le faceva passare tutte ai suoi studenti, mia mamma non urlava ma era più severa e rigida di mio padre. Mi ricordo che mi divertiva entrare nelle loro classi e fare un po’ il figo perché ero il figlio dei due maestri.


Come vivi il parallelismo tra il progetto solista e quello dei Gemelli DiVersi


Lo vivo attualmente con molto interesse e con molto entusiasmo. Il progetto con i Gemelli è un lavoro che va avanti da oltre 25 anni. Se da una parte il rapporto con il gruppo è ormai avviato e consolidato, (saremo in tour quest’estate con 73 date) dall’altra parte, per quello che riguarda il mio progetto da solista, vivo una situazione opposta. È un percorso appena iniziato e in pochi conoscono questa mia nuova avventura artistica.

Sto cercando di promuovere la mia musica e mi piace molto, mi dà nuovi stimoli e comunque ho imparato a non dar nulla per scontato.

Posso affermare di aver fatto il percorso inverso: sto ripartendo da zero con un progetto che mi entusiasma molto ma non è semplice. Voglio puntare tutto sulla musica, presentare nuovi brani, dare la possibilità alle persone di ascoltare mia nuova musica.

Sto vivendo tutto con molto entusiasmo. Dai Gemelli DiVersi riesco a portare nel mio progetto tutta l’esperienza che ho acquisito in 25 anni di carriera e cerco di fare meno errori possibili.

Non penso alla destinazione e mi godo il momento. Quello che sarà sarà, è la musica che deve parlare e deve emozionare le persone come nel caso di “Due passi” che, ha avuto molto successo nella mia fan base, tanto che alcuni ragazzi mi hanno scritto dei messaggi bellissimi. Sono molto felice per tutto questo.


Di seguito i link alla canzone:


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