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Obesità infantile

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

A cura della Dott.ssa Eleonora Cattaneo - https://www.cattaneonutrizionista.com/


L’obesità infantile è un problema di salute pubblica in costante aumento, che colpisce una percentuale allarmante di bambini e adolescenti. Le cattive abitudini alimentari, uno stile di vita sedentario e il consumo eccessivo di alimenti poveri dal punto di vista nutrizionale stanno favorendo l’incremento di questa patologia.

 

L’eccesso ponderale in età pediatrica comporta gravi rischi per la salute, come un più alto tasso di ipertensione, diabete mellito di tipo 2 e problemi ortopedici. Inoltre, tende a perdurare anche in età adulta, aggravando l’insorgenza di malattie croniche.

 

Nonostante lo scenario possa apparire compromesso, ricorrere tempestivamente ad un biologo nutrizionista specializzato in nutrizione pediatrica risulta una strategia efficace per porre rimedio alla situazione. Attraverso una attenta valutazione del caso specifico e la definizione di un programma alimentare personalizzato, il professionista è in grado di guidare il bambino e la famiglia verso un cambiamento positivo delle abitudini volto al riequilibrio ponderale.

 

Risolvere il problema dell’obesità infantile tramite il fai da te, invece, è assolutamente sconsigliato, dato che si rischia di aggravare lo stato di salute del piccolo paziente attraverso scelte alimentari inappropriate e non controllate dal punto di vista medico-nutrizionale. La collaborazione attiva con figure specializzate è ciò che veramente determina la buona riuscita del percorso terapeutico.

 

Obesità infantile: cos’è 

L’obesità infantile consiste nell’eccesso di tessuto adiposo e di peso corporeo in età pediatrica. L’obesità infantile non è calcolata con l’indice di massa corporea, usato negli adulti, bensì attraverso la valutazione della posizione percentile rispetto ai dati statistici di riferimento per sesso ed età. Ad esempio, un bambino con un peso all’80° percentile significa che l’80% dei coetanei dello stesso sesso presenta un peso inferiore. 

 

Le fasce percentile riguardanti il peso dei bambini sono: sottopeso (<5° percentile), normopeso (5-85° percentile), sovrappeso (85-94° percentile) e obesità (≥95° percentile).

Tuttavia, la sola valutazione del percentile di peso non risulta sufficiente. Analogamente a quanto avviene con il calcolo dell’indice di massa corporea negli adulti, anche nei bambini è necessario considerare la statura e le masse muscolari in relazione all’età. Soltanto il pediatra può effettuare una corretta valutazione dello stato nutrizionale del paziente pediatrico, analizzando anche eventuali fattori di rischio come la storia familiare e le abitudini alimentari e motorie.

 

In presenza di obesità, il medico può ritenere opportuno eseguire degli esami ematici per valutare parametri come il colesterolo, la glicemia e i trigliceridi. In alcuni casi possono risultare utili anche test ormonali, poiché esistono patologie endocrine che comportano un aumento di peso, come la sindrome di Cushing.

 

Nel corso di una visita nutrizionale, il professionista analizza nel dettaglio gli aspetti clinici, la storia familiare e lo stile di vita del bambino. Ciò permette di diagnosticare correttamente l’obesità, valutarne l’entità e programmare eventuali modifiche nella dieta e nell’attività fisica al fine di porre rimedio a questa condizione clinica.

 

L’obesità infantile: come trattarla

Il trattamento dell’obesità infantile deve tenere conto dell’età del bambino e di eventuali patologie pregresse. Generalmente include due elementi determinanti: il miglioramento delle abitudini alimentari e l’aumento del livello di attività fisica. In alcuni casi eccezionali, sotto stretto controllo del Nutrizionista pediatrico, possono essere prescritti farmaci o interventi chirurgici dimagranti. Tuttavia, il successo dipende principalmente dall’impegno della famiglia nel supportare il bambino durante i cambiamenti.

 

Per ottimizzare la dieta, è indispensabile dare priorità ai vegetali ad inizio pasto. La frutta può essere assunta al posto degli snack dolciari. Prediligere alimenti semplici come il pane fresco anziché i prodotti da forno conditi, e il pesce anziché le carni grasse. Bisogna inoltre evitare il junk food e servire sempre porzioni adeguate all’età del bambino.

 

Il junk food è un termine con il quale si indicano genericamente gli alimenti ad alto contenuto calorico ma a basso contenuto nutrizionale. Vi rientrano in particolare snack, merendine, cibi pronti, fast food, bevande zuccherate gassate ecc…. questi alimenti si caratterizzano per:

 

Alto contenuto di grassi saturi, zuccheri semplici e sale e basso contenuto di fibre, vitamine e minerali.

Processi industriali che alterano la composizione nutrizionale degli alimenti rispetto alla versione naturale, aumentandone l’apporto calorico e diminuendone il valore nutrizionale.

 

Il junk food è particolarmente sconsigliato per i bambini per diversi motivi:

 

I bambini hanno elevati fabbisogni nutrizionali per sostenere la crescita e lo sviluppo, che questi alimenti non riescono a soddisfare fornendo solo calorie vuote.

L’eccessivo consumo può contribuire all’obesità infantile vista l’alta densità calorica.

 

Possono favorire il formarsi di cattive abitudini alimentari che perdurano da adulti.

 

Gli zuccheri e grassi raffinati possono causare picchi glicemici e insulinemici, poco indicati per i bambini.

Alcuni ingredienti come coloranti e conservanti industriali possono avere effetti negativi sulla salute.

 

Per questi motivi il junk food deve essere limitato al minimo nei bambini, preferendo cibi freschi, integrali e non processati per assicurare una corretta alimentazione e crescita.

 

Durante i pasti poi è importante creare un clima distesoevitando distrazioni mediante device elettronici. Non si deve mai demonizzare il senso di sazietà del bambino. Per quanto riguarda l’attività motoria, è cruciale limitare il tempo davanti agli schermi e privilegiare il gioco libero, favorendo almeno un’ora al giorno di movimento. Scoprendo gli interessi del bambino, è più semplice stimolarlo ad attivarsi fisicamente in modo piacevole.

 

Tramite queste strategie volte al miglioramento dello stile di vita, nella maggior parte dei casi di obesità infantile è possibile raggiungere e mantenere nel tempo un peso corporeo adeguato all’età.

 

Obesità infantile dieta e piani alimentari per bambini

Un aspetto cruciale nel trattamento dell’obesità infantile è rappresentato dalla dieta e dai piani alimentari personalizzati redatti al fine di ripristinare un corretto bilancio calorico.

Presso uno studio di consulenza nutrizionale, il nutrizionista pediatrico analizza attentamente le abitudini alimentari del bambino e della famiglia, considerando fattori quali età, fabbisogni nutrizionali, stile di vita e presenza di eventuali patologie.

 

La dieta è studiata in modo equilibrato e attento alle esigenze di crescita, limitando gradualmente il consumo di cibi ipercalorici e prediligendo alimenti poveri di grassi ma ricchi di fibre, sali minerali e vitamine. Una dieta sana e bilanciata deve comprendere frutta e verdura di stagione, legumi, cereali integrali, carne e pesce magri, uova e latte scremato o parzialmente scremato.

 

Sono inoltre stabilite le dimensioni delle porzioni, i pasti da consumare e gli orari più adeguati, favorendo la riduzione delle quantità di cibo assunte ma anche il loro frazionamento in pasti più numerosi. Un approccio multidisciplinare che, se seguito con costanza, consente di intervenire efficacemente sull’obesità infantile e di prevenire gravi patologie in età adulta.



 
 
 

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