Svezzamento tradizionale e autosvezzamento a confronto

Care mamme,

oggi parliamo di svezzamento tradizionale e autosvezzamento ….
ne avete mai sentito parlare ?

Io personalmente, essendo una mamma un po' ansiosa e forse un po' troppo apprensiva, prediligo lo svezzamento tradizionale (spezzetto anche la crema di riso, figuriamoci se potrei mai far mangiare a mio figlio quello che mangiamo noi... anche se ovviamente vi sono delle regole da seguire...)
Inoltre preferisco pensare che il mio bimbo abbia una routine quotidiana da seguire senza troppe incognite...
In ogni caso credo che ogni mamma sappia quale possa essere la cosa migliore per il proprio cucciolo .

 

 
Quando iniziare ?

Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) il divezzamento non dovrebbe essere iniziato prima dei 6 mesi di vita, sia che il piccolo sia allattato con latte materno, sia che utilizzi latte artificiale. La finalità del divezzamento è, infatti, quella di integrare l’alimentazione lattea con i nutrimenti mancanti, quali ferro e zinco, aumentare l’apporto di proteine e delle calorie necessarie alla crescita che solo a questa età cominciano ad essere assunte in quantità non pienamente sufficiente con il solo latte.

Che differenza c'è tra svezzamento tradizionale e autosvezzamento ?

SVEZZAMENTO TRADIZIONALE: la madre propone al bambino le classiche pappe, ad orari regolari, seguendo uno schema di introduzione dei vari alimenti che in maniera abbastanza elastica può essere concordato col proprio pediatra di fiducia.

1. Viene iniziato secondo le indicazioni del pediatra, della mamma o comunque di un’altra persona.
2. Si tende a introdurre un pasto completo alla volta e a eliminare la poppata corrispondente il più velocemente possibile seguendo un calendario prestabilito.
3. Il bambino di solito mangia separatamente dal resto della famiglia
4. Si tendono a privilegiare pappe, omogeneizzati e baby food in generale (spesso perché si inizia troppo presto, per cui non si hanno alternative). Il fatto che le pappe siano preparate a casa o acquistate già pronte, poco importa.
5. La gradualità è dalle pappe ai pezzetti, ai pezzetti più grandi al cibo “normale”.

Ecco i due errori più comunemente commessi dai “cultori dello svezzamento tradizionale”:
-Rispettare schemi alimentari troppo rigidi variando poco l’alimentazione
-Forzare il bambino: talvolta i genitori vivono la pappa come un “farmaco da mandar giù tutto"

AUTOSVEZZAMENTO: la madre non offre alcuna pappa nè propone alcun “orario pappa” al bambino ma continua ad allattarlo (al seno o col biberon a seconda dei casi) e si limita semplicemente, dai 6 mesi in poi, a farlo sedere a tavola con la famiglia e attendere che il bimbo stesso, di sua spontanea volontà - affascinato ed incuriosito da tutto quello che vede mangiare ai genitori -, tenda la propria manina per indicare o prendere l'alimento a cui è interessato e portarlo alla bocca. Insomma: come e quando preferisce e in maniera assolutamente spontanea (come natura vuole!). Il lato positivo è che sposando questa filosofia l'intera famiglia tenderà a modificare in senso positivo le proprie abitudini alimentari, mangiando alimenti sani, pur di far si che anche il bimbo venga attratto da alimenti genuini.

1. È un processo che inizia solo quando lo decide il bambino e non qualcun altro.
2. Si comincia con piccoli assaggi, effettuati con la famiglia a tavola. Il latte non viene sostituito seguendo il calendario, ma seguendo il naturale sviluppo del bambino.
3. I pasti vengono sempre condivisi per cui il bambino non mangia da solo.
4. Siccome abbiamo atteso che il bambino fosse pronto, non c’è nessun bisogno di affidarsi a cibi speciali preparati solo per lui. Invece possiamo condividere la tavola e quello che c’è: tutti in famiglia mangiano le stesse cose
5. La gradualità la vediamo nel passaggio da micro assaggi ad assaggi sempre più consistenti fino a veri e propri pasti .

Gli errori più comunemente commessi dai “cultori dell’auto-svezzamento” :
-Iniziare l’autosvezzamento prima di aver discusso col pediatra se per quel particolare bambino esso è opportuno o meno
-Rischio di soffocare: per quanto il bambino possa essere “pronto a masticare" è comunque un’imprudenza pretendere che già all'età di 6 mesi introduca nella propria bocca grossi maccheroni o pezzi di carne o altri alimenti a prova di adulto.

E voi quale strada avete scelto o pensate di scegliere ? Confrontiamoci

 

Cristina Navarra

 

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