I periodi sensitivi secondo il metodo Montessori

26/04/2017

Il metodo Montessori è certamente il sistema educativo più conosciuto in Italia. Ma hai mai sentito parlare dei periodi sensitivi del metodo di Maria Montessori? Se non sai di cosa sto parlando questo articolo fa al caso tuo!

Uno degli errori nell’educazione ‘tradizionale” sta proprio nel mettere tutti i bambini ad uno stesso livello, e fissare degli obbiettivi che dovranno essere raggiunti da tutti in un determinato tempo. Chi non li raggiunge viene considerato spesso e volentieri un bambino con un qualche “deficit”.

Ogni bambino ha i suoi tempi e i suoi modi per raggiungere una determinata meta. Ogni genitore deve avere fiducia nelle capacità dei propri figli e NON dovrebbe fare paragoni con altri bambini della stessa età.

 

 

I periodi sensitivi 

Il metodo ideato da Maria Montessori è basato su un principio fondamentale: l’educazione è un processo naturale che avviene non attraverso le parole degli altri, ma mediante l’esperienza diretta.

(PS hai giá letto l’articolo sul perché bisogna cambiare il pannolino in piedi vero? No? Che aspetti, leggilo qui).

Un metodo, dunque, che rivoluzionava completamente il concetto di educazione che si basava principalmente sulle punizioni (anche fisiche) e sulle imposizioni. Il metodo educativo tradizionale infatti prevede che tutti i bambini debbano imparare allo stesso modo e velocità. Questo concetto è sbagliato sotto tutti i punti di vista, poiché ogni bambino è diverso.

Maria Montessori divideva l’infanzia in periodi sensitivi.

Vi sono svariati periodi sensitivi, i piú nominati sono solitamente 4, ma noi ci soffermiamo sui 6 che riteniamo piú interessanti!

 

 

Attaccamento

Dalla nascita all’anno di vita

Il periodo sensitivo dell’attaccamento comincia con la nascita: il bambino appena nato, infatti, lasciato sul grembo materno, riesce a strisciare verso il seno alla ricerca del latte, esattamente come le tartarughe marine che, non appena uscite dall’uovo, riescono a trovare la via per arrivare al mare. Da questa riflessione montessoriana ne nasce anche la cosiddetta “mezz’ora sacra”, che rimanda tutte le cure post-nascita, per consentire alla mamma e al bambino di poter instaurare un momento di intimità, fondamentale per la crescita del bambino.

L’instaurazione di un saldo legame tra genitori e figlio durante il primo anno del bambino, sia fondamentale per la formazione dell’autostima, della fiducia in sé stesso e nelle proprie capacita.

 

 
Ordine

Dai 0 ai 6 anni
Secondo la Montessori il bambino avrebbe bisogno di ordine: avere dei rituali, utilizzare sempre gli stessi oggetti, dare un posto ben definito anche ai giochi del bimbo è importantissimo perché l’ordine esteriore aiuterebbe il fanciullo a creare un ordine interiore.

La capacità di dare ordine ad oggetti o ad eventi, infatti, è alla base di un corretto sviluppo psico-cognitivo del piccolo.

 

 

 

Movimento

Dai 6 mesi ai 6 anni 

Il bambino spesso si concentra su una sola azione e qualunque forma di distrazione viene letteralmente ignorata. La ragione sta nel fatto che il piccolo sta facendo sforzi incredibili per acquisire una determinata capacità, quindi non si tratta di una scarsa stimolazione.

Intorno ai 2 anni e mezzo ed i 4 anni i bambini vorranno eseguire i movimenti in modo preciso, ed é per questo che tendono a fare movimenti in modo ripetitivo, fino ad ottenere la “perfezione”.

 

Linguaggio

Da 0 a 6 anni (2 anni fase più attiva)

Ancora, fino ai sette anni il bambino vive il periodo sensitivo del linguaggio, che si sviluppa in diverse fasi, dalle più semplici alle più complesse e parte dalla lallazione fino alla conoscenza approfondita della grammatica e della sintassi della propria lingua.

Nella prima parte di questo processo, ovvero intorno ai 3 anni e mezzo, il bambino impara gli aspetti fondamentali della sua lingua madre, per poi passare alla intenzione, accento, vocabolario e struttura grammaticale.

Verso i 5 anni impara a decodificare le parole, questo apprendimento lo porterá cosí ad avere l’abilitá di leggere. Infatti i bambini prima decifrano, poi interpretano ció che leggono.

In questo periodo sensoriale inoltre si svolge l’apprendimento della scrittura (dai 3 anni e mezzo ai 4 e mezzo circa).

 

Sensi

Dai 0 ai 6 anni (piú accentuato verso i 2 anni)

Un’altro periodo sensoriale è quello dei sensi, dove la Montessori consiglia di stimolare abitualmente i sensi del bimbo, ad esempio con la musica, per consentire un naturale sviluppo delle sue capacità sensoriali.

I sensi infatti sono gli strumenti con i quali un bambino entra in contatto con l’ambiente che lo circonda:

  • visivi

  • auditivi

  • olfattivi

  • gustativi

  • tattili

Gli esercizio per quest’area sensoriale si basano sui sensi, aiutando il bambino ad aumentare la sua capacitá di riconoscere oggetti e relazionarli tra di loro.

 

 

Vita sociale

Dai 2 anni e mezzo ai 6 anni

In questo periodo sensoriale il bambino apprende le regole sociali, come ad esempio ringraziare, essere gentile o riuscire ad inquadrare le regole della società in cui si vive.

 

 

Enza

 

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