Le convulsioni febbrili nei bambini

21/10/2019

Talvolta, in occasione di episodi febbrili, il bambino ha una crisi convulsiva: si tratta di una convulsione febbrile, un problema abbastanza frequente in età pediatrica (colpisce circa il 3-4% dei bambini sani tra i 6 mesi e i 5 anni di vita, con un picco di incidenza tra i 18 e i 24 mesi). Queste crisi tendono a scomparire con l’età.

 

E’ sicuramente un’esperienza spaventosa per i genitori, ma è bene sapere che le convulsioni febbrili sono innocue per il bambino, non causano danno cerebrale o del sistema nervoso, paralisi o problemi a lungo termine e soprattutto che, benché una convulsione febbrile possa apparire simile ad una crisi epilettica, in realtà non vi è una relazione di causa-effetto tra convulsioni febbrili ed epilessia (nei bambini che soffrono di convulsioni febbrili semplici, il rischio di sviluppare epilessia è di pochissimo superiore a quello della popolazione generale).

E’ importante però saperle riconoscere e gestire.

Come si manifestano le convulsioni febbrili

Le convulsioni febbrili  di solito si verificano nelle prime ore dall’insorgenza di un episodio febbrile, mediamente con temperatura corporea superiore ai 38°C; talvolta possono essere associate a febbre più bassa o addirittura, in casi rari (più spesso in concomitanza di una gastroenterite) possono presentarsi in assenza di febbre.

Si tratta generalmente di episodi isolati. Il rischio di recidiva (cioè il rischio che le convulsioni febbrili si ripresentino nel tempo) è maggiore nei bambini nei quali il primo episodio si è verificato nel primo anno di vita.

Esistono 2 tipi di convulsioni febbrili: le convulsioni febbrili semplici e le convulsioni febbrili complesse.

Come si manifestano le convulsioni febbrili semplici

Sono le più comuni, normalmente durano 1-2 minuti (in rari casi, anche di più, fino a 15 minuti). Questo tipo di convulsioni nel bambino si manifesta con:

  • perdita di coscienza e rovesciamento degli occhi;

  • scosse degli arti;

  • irrigidimento;

  • fissità dello sguardo;

  • perdita di feci o di urine.

Spesso alla convulsione segue una fase di sonnolenza.

 
Come si manifestano le convulsioni febbrili complesse

Sono più rare, durano più di 15 minuti, possono essere “parziali” (cioè interessare solo una parte del corpo) e/o possono ripetersi nell’arco delle 24 ore.

Quali sono le cause delle convulsioni febbrili

Non si conoscono a tutt’oggi le vere cause delle convulsioni febbrili; si ipotizza che possano essere una particolare reazione del sistema nervoso al rapido innalzarsi della temperatura corporea.

Più facilmente interessano bambini che hanno familiarità per convulsioni febbrili (cioè quando in famiglia c’è qualcuno che le ha avute da piccolo: un genitore, uno zio ecc.).

Cosa fare in caso di convulsioni febbrili

Prima di tutto cercate di mantenere la calma, niente panico! Solo mantenendo la calma sarete in grado di assistere il vostro bambino e di riferire poi al pediatra l’evento.

E’ importante:

  • posizionare il bambino preferibilmente sul pavimento, lontano da oggetti potenzialmente pericolosi;

  • porre il bambino su un fianco per evitare che ingerisca saliva o vomito;

  • allentare i vestiti, soprattutto intorno al collo;

  • non cercare di forzare l’apertura della bocca;

  • cercare, per quanto possibile, di osservare quanto dura la crisi (generalmente solo pochi minuti, ma a voi sembreranno interminabili: se riuscite, verificate la durata effettiva con l’orologio);

  • osservare se ci sono problemi a respirare o se compare colorito bluastro al volto;

  • non schiaffeggiare il bambino né tantomeno scuoterlo nel tentativo di rianimarlo!

  • una volta terminata la crisi: mettersi in contatto con il proprio Pediatra oppure portare il bimbo al Pronto Soccorso più vicino, soprattutto se è la prima volta che si verifica la crisi convulsiva.

Quando chiamare il 118
  • Quando la crisi convulsiva dura più di 5 minuti.

  • Quando il bambino ha meno di 1 anno di vita.

  • Se il bambino mostra difficoltà respiratorie o diventa cianotico.

  • Se si verifica un’altra convulsione entro le 24 ore dal primo episodio.

  • Se la convulsione coinvolge solo una parte del corpo e non tutto il corpo.

Diagnosi e cura

Spesso, soprattutto se il bambino ha meno di 18 mesi di vita, il pediatra o il medico di Pronto Soccorso dispongono il ricovero e l’osservazione per 24 ore per poter escludere altre cause di convulsioni, come infezioni acute del sistema nervoso centrale. Al di sopra dei 18 mesi spesso è sufficiente l’osservazione per almeno 2 ore, per consentire una valutazione delle condizioni cliniche e l’assenza di deficit neurologici post crisi.

Nel corso del ricovero viene generalmente eseguito l’elettroencefalogramma (E.E.G.)anche se in realtà, in caso di convulsioni febbrili semplici, questo esame ha mostrato scarso valore diagnostico. Non sembra di alcuna utilità eseguire un E.E.G. a distanza allo scopo di predire il rischio di recidive.

Se le convulsioni febbrili si ripresentano a distanza dal primo episodio, ma mantengono le stesse caratteristiche, non è necessario il ricovero.

 
Farmaci per le convulsioni febbrili

Di solito ai bambini che hanno avuto una prima crisi convulsiva febbrile viene prescritto il farmaco diazepam  per uso rettale (microclisma). Il farmaco deve essere tenuto sempre disponibile a domicilio  e va somministrato nel caso in cui la crisi convulsiva duri più di 3 minuti.

Il microclisma predosato pronto per l’uso esiste in dosaggi differenti:

  • 5 mg per i bambini al di sotto dei 3 anni di vita e

  • 10 mg per i bambini al di sopra dei 3 anni.

La somministrazione è semplice: è sufficiente rimuovere la capsula di chiusura, inserire il beccuccio nel sederino del bambino, schiacciare il microclisma tra indice e pollice per svuotare il contenuto, estrarlo tenendolo sempre schiacciato e avendo cura di tenere i glutei del bambino chiusi per alcuni istanti per evitare che il farmaco fuoriesca.

Dopo la somministrazione il farmaco può provocare sonnolenza, effetto collaterale del tutto normale.

E’ possibile prevenire o evitare le convulsioni febbrili?

I tentativi di mantenere bassa la temperatura con la somministrazione di paracetamolo, non sempre riescono ad evitare il ripetersi delle convulsioni febbrili.

In caso di febbre è utile:

  • assicurarsi che il bambino non sia eccessivamente coperto;

  • somministrare paracetamolo e monitorare attentamente la temperatura.

 

 

tratto da Amico Pediatra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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